Openjobmetis sprecona e battuta per la terza volta di fila
Varese stavolta cede a Trento (70-76) dilapidando il +13 nell'intervallo e perdendo nel finale punto a punto. Ora il calendario non aiuta e Pozzecco avvisa: "Non tutti rendono come mi aspettavo"
Questa volta non ci siamo proprio. La Openjobmetis perde di nuovo (70-76) e lo fa al termine di una prova per nulla convincente, a differenza delle “belle sconfitte” con Reggio e Venezia. A Masnago passa Trento, neopromossa d’assalto che conferma le qualità che si conoscevano (squadra che non molla mai, e che ha individualità tutt’altro che disprezzabili) e mette in scacco una Varese sì incompleta ma pure sprecona.

Con tredici punti di vantaggio in casa propria, un palazzo pieno e caldo e una partita teoricamente in controllo, gli uomini di Pozzecco smettono di giocare – parole del coach – si fanno rimontare, superare e battere disputando una prova offensiva ricchissima di errori (il 34% dal campo) facendosi nel contempo infilare dalla Dolomiti in difesa, dopo l’intervallo. Difficile salvare qualcuno in casa Pozzecco: il coach ha colpe e lo dichiara, per non aver saputo motivare e guidare i suoi lontano dagli scogli, però protegge i giocatori evitando di citare quelli che lo hanno deluso ma ammette che più di uno ha bucato l’appuntamento. «Parlerò con ognuno di loro» dice il coach quando gli viene chiesto della situazione di Daniel, non solo travolto da Owens (20 punti contro 2…) ma pure indolente in ogni suo atteggiamento. Con il pivot così e con il suo vice Callahan disastroso dall’arco – 1/5 con due errori pesantissimi nel finale – sul banco degli imputati ci sono anche i playmaker: Robinson ha tabellino brillante ma impatto in regia tutto da registrare, Deane fa quel che può, ma nulla di positivo, rallentato da problemi all’occhio. E così anche Diawara, il più continuo, crolla alla fine facendosi beffare da Pascolo nell’azione, a nostro avviso, decisiva (rimbalzo concesso, fallo con canestro e sorpasso definitivo di Trento). Ora poi, il calendario è di quelli da paura: si va prima a Roma – che deve riscattare il ko con Pesaro – e si torna qui con la strafavorita Milano prima di viaggiare due volte a Cremona e Brindisi. Anche per questo, vincere con Trento era fondamentale: ora la Pozzecco Band è chiamata a un’impresa, perché per perdere il primo treno (le Final Eight di Coppa Italia) ci vuole davvero poco.
COLPO D’OCCHIO – Non è esaurito, ma il PalaWhirlpool e il pubblico di Varese rispondono ancora una volta “presente” per una partita della Openjobmetis, quella contro la neopromossa Trento, formazione comunque interessante. Prima del match una premiazione ricca di significato: quella ad Augusto Ossola, ex dirigente e storico della Pallacanestro Varese che per i suoi 94 anni è stato anche ammesso alla “Hall of fame” della società. E un’altra presenza molto gradita è stata registrata in parterre: quella del cavalier Renzo Cimberio che torna a Masnago dopo alcuni problemi di salute. Per lui l’applauso di tutti e uno striscione di bentornato in curva.

PALLA A DUE – Come previsto, Pozzecco deve rinunciare anche stavolta a Kangur ma a differenza di Venezia sceglie Callahan e non Okoye per il quintetto base. Regolarmente a referto invece Willie Deane senza neppure la maschera protettiva. Buscaglia ha tutti gli uomini a disposizione affida la regia a Forray e sguinzaglia subito la stellina azzurra Pascolo sul parquet
LA PARTITA – Che Trento non sia in gita lo si intuisce fin da subito: i bianconeri cominciano a testa alta, raddoppiando Diawara fin dalle prime battute e replicando alle due frustate dall’arco di Rautins, pure alle prese con problemi di falli.
Il primo quarto fila così in sostanziale parità (18-17) ma nel secondo Varese cambia passo. L’uomo decisivo è il solito Diawara che tira uno strattone potente alla gara: il break offusca i pensieri di Trento (anche quelli arbitrali non sono lucidissimi, e non solo in questo momento ndr) e permette alla Openjobmetis di costruire un solido parziale che arriva a +16 (40-24) prima di concedere una tripla vicina alla sirena di Flaccadori. Per inciso, Varese poteva spendere falli e invece ha lasciato due volte il tiro pesante a Trento nella circostanza.
Dopo la pausa il vento cambia improvvisamente e inesorabilmente: gli ospiti con un 5-0 immediato fanno subito capire di voler rientrare nel match, tanto da fare tornare alla mente le parole di Callahan alla vigilia: “Trento è squadra che non molla mai”. Profezia avverata, anche perché un tecnico a Diawara avvicina ancora di più la Dolomiti che confeziona un 10-21 di parziale (Spanghero per il -1). Rautins, glaciale, piazza subito due triple a ridare fiato e vantaggio ai biancorossi ma è l’unico a segnare per Varese, punita dalla tripla di Forray per il 56-55 al 30′.

IL FINALE – Le paure di sorpasso si concretizzano sulla bomba di Spanghero all’inizio del’ultimo periodo seguita da cinque punti di Mitchell per il 56-63. Qui finalmente c’è una reazione della Openjobmetis a segno con Diawara, Callahan e Okoye per il -1 in uscita dal timeout di un Pozzecco arrabbiato e incredulo. Robinson pareggia (entrata e 1/2 ai liberi) ma Varese perde due occasioni per sorpassare di nuovo e allora Trento non fa sconti e segna con Sanders. Ogni pallone pesa, Robinson converte un canestro dopo la stoppata rifilata da Pascolo a Diawara però i biancorossi non capitalizzano altre occasioni buone: Rautins sbaglia un libero, Okoye sfonda e soprattutto – sul +1 per i padroni di casa – Diawara concede (errore di Mitchell ben marcato dal nigeriano) un rimbalzo d’attacco a Pascolo con canestro, fallo e libero aggiuntivo dell’azzurro. L’ennesimo controsorpasso è quello decisivo anche perché poco dopo Callahan cerca di nuovo gloria dall’arco senza trovarla e Trento mette nuovo fieno in cascina con Owens che di fatto la chiude lì.
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