“Non chiudete i centri per l’impiego”
Il Sindaco Ballardin scrive un appello perchè non si proceda alla ventilata ipotesi di chiudere o ridimensionare gli sportelli di Laveno, Sesto e Tradate. Le rassicurazioni del vice presidente della Provincia Ginelli
In provincia di Varese sono funzionanti otto Centri per l’Impiego.
Sembra che vi sia l’intenzione di operare verso un azione di ridimensionamento o di eliminazione di tre centri ed in specifico: quelli di Laveno Mombello, Sesto Calende e Tradate.
Ricordo che nell’anno 2007 il tasso di disoccupazione in provincia di Varese era del 2,7 % e oggi (anno 2015), questo fenomeno ha abbondantemente triplicato i suoi valori. La condizione di supporto all’occupazione nella provincia di Varese costituisce unapossibilità che non va sprecata specie in questi momenti dove la crisi ha raggiunto punti intensi di difficoltà occupazionale.
Questa necessità non dipende solo dalla previsione di misure che possano operare attraverso una maggiore flessibilità degli strumenti ma anche dalla capacità di creare sinergie territoriali alla ripresa e al funzionamento del mercato del lavoro.
Diventa fondamentale e strategico, a mio avviso, il presidio del territorio in una condizione, quale è quella della nostra Provincia) così complessa e articolata.
A tutto questo va unita una conoscenza e una capacità professionale sui modelli organizzativi dei sistemi locali per l’impiego in riferimento agli obblighi di rispondenza a standard elevati di flessibilità e qualificazione.
I Centri per l’Impiego della Provincia di Varese sono in questo contesto una risorsa preziosa in particolare nel momento in cui viene aggiornata la governance territoriale dei servizi,assegnando un diverso ruolo alle Province e alla Regione, in una fase molto delicata in cui il protrarsi della crisi obbliga ad una maggiore efficienza ed efficacia, in presenza di un auspicabile aumento della domanda di lavoro in una condizione sempre più limitata di risorse disponibili.
Mi preme quale Sindaco sottolineare l’importanza di queste attività in un momento così delicato e drammatico considerando che l’8,2 % delle persone che vivono oggi nella Provincia di Varese sono disoccupati.
Nel contesto generale del nostro paese le stime e le previsioni sembrano avere un enorme valore, io mi permetto di evidenziarne i contenuti che per la nostra Provincia si compongono di 36.000 PERSONE DISOCCUPATE, di questi 23.500 UOMINI e 12.500 DONNE .
Su questo totale il 39,5% dei disoccupati è composto da giovani .
Se ve ne fosse la necessità ricordo a tutti che: i Centri per l’Impiego della Provincia di Varese oltre a certificare la disoccupazione di una persona, (come attività secondaria), svolgono una funzione di collegamento tra il mondo del lavoro e il disoccupato favorendo in questo contesto l’incontro tra domanda e offerta .
Le attività primarie completamente gratuite per il disoccupato e le aziende consistono principalmente in:
consulenza e orientamento per il disoccupato; “preselezione” nella ricerca della manodopera a favore delle aziende;
promozione, avvio e controllo del periodo di tirocinio presso aziende che ne fanno richiesta;
avviamento negli enti pubblici;
“dote unica di lavoro” che è un insieme di orientamento tra la formazione e accompagnamento al lavoro;
“garanzia giovani”, questa attività tende a promuovere l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani.
Anche qui si vuole utilizzare, come nel percorso tracciato da POSTE ITALIANE, unaristrutturazione al ribasso e verso il “basso”, probabilmente nell’intento di razionalizzare un sistema di costi.
Il mio amaro commento, quale Sindaco che vive nella Provincia di Varese, mi porta a constatare che TUTTO OGGI SEMBRA NON AVERE PIÙ VALORE NELLA POLITICA, in quanto le scelte economiche portano inesorabilmente a non considerare lo stato delle necessità riducendo i servizi proprio a quelle persone che oggi sono più in difficoltà, lasciando aree della nostra provincia, prive di quei punti di riferimento che sono oggi di primaria importanza.
Da ultimo ricordo a tutti noi ed in particolare a tutti i Parlamentari e Senatori della nostra Provincia, che hanno il privilegio di “sedere” nelle sedi decisionali dello Stato, che la spesa italiana per i servizi e le politiche attive del lavoro è molto bassa e che nel 2013, (dati Istat e Ministero del Lavoro), su trenta miliardi di euro venti sono andati in trattamenti di disoccupazione e sei in sgravi o incentivi alle imprese.
E che: la spesa italiana per i servizi e le politiche attive del lavoro, (dati Eurostat ed Istat), è stata il 20% sul totale delle risorse nazionali per le politiche del lavoro, rispetto alla media europea che è attorno al 45%.
Anche in questo si riconosce la differenza tra la “BUONA POLITICA E LE PAROLE”.
Le rassicurazioni del vice presidente della Provincia Giorgio Ginelli:
« Quando l’assessore regionale Aprea ha annunciato che la Regione non avrebbe più finanziato i centri per l’impiego, ho chiamato personalmente in Ministero. L’intenzione, infatti, è quella di far ritornare allo Stato questa competenza. C’è la volontà così come ha garantito il ministro Poletti,di rilanciare questi servizi arrivando persino a potenziarli. Appena superata la Pasqua, è mia intenzione approfondire il discorso e avviare un ragionamento serio e costruttivo per il potenziamento della rete. Quindi, direi che le preoccupazioni del sindaco Ballardin non siano condivisibili perché è assolutamente prematuro giungere a qualsiasi valutazione
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