Lavoravano in 11 dentro in casa, chiuso laboratorio tessile
L'attività era completamente sconosciuta alle autorità competenti. I carabinieri del Nil hanno trovato 8 lavoratori in nero, dei quali 6 senza permesso di soggiorno. Lavoravano 15 ore al giorno sottopagati e in condizioni pessime
Lavoravano 15 ore al giorno nella più completa illegalità all’interno di un appartamento adibito a laboratorio tessile. Quando i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, insieme ai militari della compagnia di Busto Arsizio, sono entrati nell’azienda di via Crispi (a poche decine di metri dal comando dei carabinieri) in piena notte li hanno trovati tutti all’opera, mentre cucivano vestaglie in una situazione di insicurezza totale dove sarebbe bastata una scintilla perchè tutto prendesse fuoco.
L’ennesimo laboratorio tessile gestito da cinesi che sfruttano propri connazionali è stato scoperto tra il 22 e il 23 settembre scorso. I militari hanno trovato undici persone al lavoro delle quali 8 in nero e 6 anche non in regola con il permesso di soggiorno. Quattordici le postazioni per cucire, tutte sprovviste di dispositivi di sicurezza con un grave e concreto rischio di folgorazione. I lavoratori erano retribuiti con il semplice vitto e alloggio mentre la merce prodotta veniva vendita ad un distributore italiano che li avrebbe venduti a sua volta come made in Italy.
L’attività, inoltre, era completamente sconosciuta al Comune di Busto Arsizio essendo i locali utilizzati destinati ad uso abitativo. Il titolare, seppur in possesso di partita iva, non aveva mai presentato la denuncia di inizio attività. Al piano superiore, invece, era stato realizzato un dormitorio per i lavoratori e per i loro figli. Durante la perquisizione, infatti, i militari hanno anche trovato tre minori che dormivano.
Le sanzioni per il titolare sono pesanti sia dal punto di vista economico (quasi 60 mila euro di ammenda) che da quello amministrativo e penale: l’attività è stata sottoposta a sequestro mentre sono in corso di accertamento tutta una serie di violazioni. Dai controlli, inoltre, è emerso che il proprietario dell’immobile è un italiano residente in provincia di Varese.
Un lavoro arduo quello del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Varese, guidato dal maresciallo Andrea Cannella e con solo tre uomini a disposizione. La scoperta di questo laboratorio è arrivata grazie al fiuto dei militari che stavano tenendo d’occhio un furgone bianco. Il furgone li ha portati direttamente al laboratorio tessile clandestino dove, dopo qualche giorno e con l’aiuto dei colleghi bustocchi, è stato possibile effettuare un blitz a sorpresa.
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