Febbre e salite non fermano i pellegrini
I ragazzi hanno cominciato a tastare tutte le difficoltà dell’impresa che hanno scelto di compiere tra salite molto ripide, batterie da ricaricare e mete che si fanno attendere fino a sera già al buio
La terza tappa di Pietro Scidurlo, Roberto, Bart, Giancarlo e Pino lungo la ciclovia Francigena è stata un’impresa tutti altro che in discesa. I ragazzi hanno cominciato a tastare tutte le difficoltà dell’impresa che hanno scelto di compiere tra salite molto ripide, batterie da ricaricare e mete che si fanno attendere fino a sera già al buio.
La tappa di mercoledì li ha condotti da Piacenza a Madesano dove per una sera li ha ospitati non un ostello ma l’hotel Ayri al termine di una giornata molto lunga.
Le difficoltà maggiori sono arrivate alla salita di Costa Mezzana in una pedalata estenuante che Pietro ha fatto tutta a braccia fino a non sentire più le dita. Un grande sforzo ma anche il sollievo regalato dalle tante persone che li hanno aiutati a compiere l’impresa.
Alla fine i cinque pellegrini sono arrivati a Madesano alle 20.30, stremati ma felici di riabbracciare Maura e suo marito, altri pellegrini incontrati lungo la via.
Pietro ha qualche linea di febbre, dolori alle braccia e un po’ di congiuntivite. Una notte per ricaricare le batterie e donare al corpo il meritato riposo e poi di nuovo in marcia. La tappa di questo giovedì prevede di toccare Cassio e Berceto.
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