L’allarme dei Vigili del Fuoco: “Qui manca tutto”
Il personale è al minimo, i magazzini sono vuoti e i Vigili del Fuoco impegnati nelle zone terremotate non hanno stivali e sacchi a pelo
Da un lato la carenza di organico, dall’altro la carenza di attrezzature. Se già il loro lavoro non è dei più facili, i Vigili del Fuoco devono fronteggiare ogni giorno una situazione molto difficile e che ora il sindacato CONFSAL ha messo nero su bianco in una serie di lettere.
LE ATTREZZATURE MANCANTI
Le carenze riguardano prima di tutto i DPI -i dispositivi di protezione individuale- a partire dai completi antifiamma. “La situazione è critica e si perpetua da ormai un anno” si legge in una missiva, nella quale si ricostruisce l’iter di questa storia: “Circa 12 mesi fa venivano assegnati ai Comandi di destinazione i colleghi provenienti dalle S.C.A. (le scuole per i vigili del fuoco, ndr), tutti in attesa di secondo completo antifiamma. Attesa che si è rivelata infinita, dal momento che, a tutt’oggi, attendono ancora questa famigerata assegnazione”. Una situazione che, per chi quotidianamente deve fare i conti con il fuoco, viene definita “inconcepibile”.
Come se tutto questo non bastasse “la disponibilità di dispositivi presso i magazzini è pari a zero”. Quindi “anche il personale in possesso di dotazione completa, in caso di danneggiamento della stessa, si trova impossibilitato ad ottenerne la sostituzione. Oltre a completi antifiamma e antipioggia, risultano irreperibili le calzature da lavoro e le divise, insomma manca tutto“.

Ma c’è di più. In occasione degli eventi sismici verificatisi nel centro Italia i tantissimi Vigili del Fuoco che hanno operato nelle zone hanno lavorato in condizioni difficilissime. “Molti colleghi lamentavano la mancata assegnazione della dotazione completa” e, ad esempio, “non risultavano all’appello stivali tutta coscia e sacchi a pelo, rendendo ancora più gravoso un carico di lavoro già di per sé oneroso”.
IL PERSONALE
Ma poi mancano anche gli uomini. “Il personale operativo è stanco di tale condizione che si protrae ormai da anni e ritiene sia giunta l’ora di fissare dei paletti” si legge in una delle lettere indirizzate ai vertici del Corpo con la quale si chiede “l’assegnazione del 10% di vigili in più rispetto alla pianta organica prevista“. Nel caso in cui questa possibilità non fosse perseguibile “chiediamo, in alternativa, l’assegnazione di un monte ore a straordinario dedicato a tale problematica, in modo che si possano meglio gestire le risorse in loco senza necessariamente gravare sul dispositivo di soccorso, già precario al momento”.
Tutto questo “pur comprendendo che la pianta organica teorica sia coperta” anche se “in realtà non lo è, in quanto sistematicamente assistiamo al trasferimento di personale con leggi speciali“. E così “gli stessi colleghi restano assegnati al Comando di provenienza” costringendo quindi “a penalizzare il personale in servizio nella concessione di ferie o permessi“.
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