Commissioni POS: quali sono e perché

L'utilizzo di un POS Mobile consente di usufruire di vari vantaggi, sia dal punto di vista funzionale e pratico che da quello economico. Infatti questi dispositivi vengono abbinati a un tablet oppure a uno smartphone

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L’utilizzo di un POS Mobile consente di usufruire di vari vantaggi, sia dal punto di vista funzionale e pratico che da quello economico. Infatti questi dispositivi vengono abbinati a un tablet oppure a uno smartphone.

Quindi non è necessario averli con sé quando si vuole supportare una transazione commerciale.

Di conseguenza risulta essere una modalità molto utile per gli esercenti e i professionisti che non svolgono la propria attività in un punto vendita fisico, come tassisti e idraulici. Inoltre prevedono commissioni inferiori per l’installazione del sistema.

Le commissioni legati al POS mobile

Da settembre 2017, inoltre, è in vigore per gli esercenti, con relative sanzioni amministrative per i trasgressori, l’obbligo di possesso di un dispositivo POS.

Diventa quindi di fondamentale importanza essere informati sull’argomento e soprattutto sui costi in quanto possono differire sensibilmente a seconda del modello e dell’Istituto di credito con cui si stipula il contratto.

Rispetto a un POS tradizionale, le modalità mobile hanno costi inferiori, sia per quanto riguarda le commissioni che per le spese di gestione. In secondo luogo si deve tenere a mente che in commercio si trovano diverse offerte, ognuna con prezzi variabili.

In genere le commissioni vanno dall’1 al 2,75% dell’importo oggetto della transazione commerciale. Inoltre possono essere fisse oppure variabili. Spesso a queste commissioni vengono aggiunte altri costi fissi come ad esempio il canone di noleggio del POS.

Con i mobile POS si ha la possibilità di abbattere ulteriormente questi costi, in quanto molte banche lo offrono a condizioni molto vantaggiose rispetto i POS tradizionali. Non si dovranno corrispondere spese di installazione o disinstallazione e non è raro trovare convenzioni che, in base al transato mensile effettuato, possono portare anche all’azzeramento del canone.

Ad esempio, SumUp prevede una commissione fissa dell’1,95% e non si applica un canone mensile perché il professionista oppure l’esercente commerciale acquista direttamente il lettore di carte. Di conseguenza non esiste un contratto di gestione e fornitura del POS mobile.

Che cosa sono le commissioni per installazione e gestione POS

Il costo per l’installazione e la gestione del POS rappresenta una delle principali voci di spesa quando si parla dei dispositivi fissi tradizionali.

Infatti è la commissione applicata dalla banca oppure dalla società fornitrice per i costi di installazione del lettore carte presso l’esercizio commerciale, di gestione dell’hardware e di attribuzione della chiave unica per associare il POS al negozio.

Tuttavia bisogna tenere a mente che queste spese risultano essere quasi azzerate quando si parla dei lettori mobile. Infatti i pagamenti non avvengono tramite POS, bensì grazie allo smartphone oppure al tablet abbinato.

Il risultato è una maggiore convenienza dal punto di vista funzionale e da quello economico.

Il decreto commissioni POS e tagli ai costi POS 2018

Il decreto riguardante le commissioni POS ha introdotto tagli significativi alle spese rendendo l’uso di questi dispositivi più conveniente da parte degli esercizi commerciali.

Al tempo stesso la normativa ha introdotto l’obbligo per ogni professionista e titolare di partita IVA che opera sul territorio italiano di consentire alla clientela di pagare tramite bancomat, carta di credito, carta di debito, Postepay e carta prepagata.

Di conseguenza hanno dovuto dotarsi di POS fisso oppure mobile entro il 30 settembre 2017, pena sanzioni amministrative. In secondo luogo il decreto POS ha stabilito tagli sulle commissioni pari a:

  • lo 0,3% per quanto riguarda le transazioni interbancarie POS con carta di credito;
  • lo 0,2% per i pagamenti POS effettuati con bancomat, carta di debito, Postepay e carta prepagata.

Le riduzioni sono ancora maggiori se l’importo da pagare è pari oppure inferiore a 5 euro. Si tratta di una disposizione volta a incentivare gli acquisti effettuati con metodi di pagamento alternativo ai contanti, sicuri e tracciabili. In questo modo si tende a contrastare anche l’evasione fiscale.

Infatti non bisogna dimenticare che il costo POS 2018 è dato da:

  • spese di installazione del lettore carta;
  • costi fissi a transazione, che vengono fissati dalla banca;
  • canone mensile per il noleggio POS;
  • una percentuale dell’importo oggetto della transazione, il cui ammontare è stato ridotto dal decreto legge.

Quali sono i vantaggi di un POS Mobile

Adottare un POS mobile consente di ridurre notevolmente le spese di gestione e gli stessi costi di un lettore carta. Innanzitutto sono quasi azzerati gli importi da versare per l’installazione del dispositivo: infatti si ha che fare con un modello portatile rispetto a uno fisso.

In secondo luogo alcuni operatori prevedono semplicemente l’acquisto di un lettore carta, così da eliminare il canone mensile per il noleggio.

Altri vantaggi sono:

  • tempi ridotti per l’attivazione del sistema;
  • il fatto che non si necessita di un tecnico specializzato per la configurazione. Infatti lo smartphone e il POS vengono integrati tramite Bluetooth;
  • eliminazione delle voci di spesa rappresentate dal noleggio della SIM e dell’hardware di gestione del sistema;
  • possibilità di inviare le fatture in tempo reale via e-mail oppure tramite SMS.

Conclusioni

Rispetto ai modelli tradizionali il POS mobile consente una maggiore versatilità e rapidità nelle transazioni. Proprio per questo motivo sono sempre più i negozi e i professionisti che optano per questa modalità di pagamento.

Quindi aumentano gli operatori che forniscono lettori card portatili. Così si ha un’ampia possibilità di scelta e i prezzi per il noleggio o l’acquisto del dispositivo scendono per le leggi di mercato.

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Pubblicato il 27 Novembre 2018
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