Assicurazione auto: come influiscono Ecobonus ed Ecotassa
Il mondo delle assicurazioni auto è grande e variegato, segue regole molto particolari e si lascia influenzare da trend del momento e tendenze particolari. Non mancano le novità, ma restano alcune “vecchie” conferme, a partire dal sistema dell’Ecobonus e dell’Ecotassa, introdotto con l’entrata in vigore della legge di bilancio 2019 e confermato dalla nuova legge di bilancio 2020.
Si tratta di una disposizione che mira a incrementare il commercio delle auto elettriche e ibride e che, allo stesso tempo, vuole disincentivare l’acquisto dei modelli con emissione di CO2 superiore a una certa soglia, considerata inquinante: un intervento di tassazione che inevitabilmente influisce anche sul costo dell’automobile stessa e, indirettamente, sui prezzi delle polizze auto.
Ecco quindi che il nuovo sistema di tassazione e di agevolazioni altera gli equilibri di un mercato sul quale si ripercuotono già molte, differenti variabili: questa operazione, infatti, avviene in primo luogo ancor prima dell’acquisto dell’auto, ovvero al momento della scelta del modello e – soprattutto – della tipologia di combustibile che caratterizza il veicolo. Come è prevedibile, ad essere avvantaggiati sono i modelli di vetture contraddistinte da un basso impatto ambientale.
Ecobonus
Iniziamo pertanto dalle buone notizie: in base a quanto stabilito dalla legge di bilancio, è possibile ottenere un contributo statale all’acquisto di un’automobile, a condizione che questa rispetti alcuni importanti criteri. Tra i più importanti si ricordano:
- il valore del prezzo di listino dell’auto non deve superare i 50 mila euro IVA esclusa (61 mila IVA inclusa);
- l’automobile deve essere a basso impatto ambientale, deve perciò avere emissioni inferiori ai 76 g di CO2 al km;
- l’automobile non può essere di seconda mano: deve essere necessariamente nuova di fabbrica;
- l’automobile deve inoltre essere di categoria M1, ovvero un veicolo destinato al trasporto di persone, con al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente.
Ammesso che questi requisiti siano rispettati, il contributo statale varia in base alle emissioni di anidride carbonica (che, ripetiamo, non devono comunque superare i 76 g/km); in base a ciò il contributo consisterà di:
- 6 mila euro – ovvero il contributo massimo – per le auto con emissioni tra i 0 e i 20 g/km, nel caso in cui si rottami una vecchia automobile inquinante (con classe di emissione fino a Euro4);
- 2500 euro per le automobili con emissioni comprese tra i 21 e i 75 g/km, sempre se l’acquisto è associato alla rottamazione della vecchia auto;
- 4 mila euro per le auto con emissioni tra i 0 e i 20 g/km, nel caso in cui non si possieda una vecchia automobile da rottamare;
- 1500 euro per tutti i veicoli con emissioni di CO2 che vanno tra i 21 ed i 75 g/km, sempre nel caso in cui non ci sia alcuna rottamazione.
Si parla quindi di particolari tipologie di auto: i veicoli ibridi (che fanno uso sia di combustibile sia di energia elettrica, oppure di veicoli cosiddetti “plug-in”, ovvero che dispongono sia di un motore a combustione sia di un motore elettrico), di veicoli a metano e di auto totalmente elettriche. Sono ormai molti i modelli disponibili sul mercato: corrispondono ad una determinata fascia di prezzo dentro la quale, però, possono essere rintracciate delle differenze anche consistenti.
L’ecotassa
L’Ecotassa, invece, è un’imposta che deve essere pagata all’atto d’acquisto di automobili immatricolate a partire dal 1° marzo 2019 e che non rispettano determinati requisiti rispetto all’impatto ambientale: si tratta quindi di una misura che ha lo scopo di disincentivare l’acquisto. Dal momento che il prezzo di listino di questi veicoli è, nella maggioranza dei casi, molto minore rispetto a un equivalente modello ibrido, il rischio è che tale misura di disincentivazione all’acquisto si trasformi in una vera e propria tassa, che andrà a ripercuotersi proprio sulle tasche di coloro che non hanno i mezzi per sostenere l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida.
Anche in questo caso la misura dell’imposta varia in base alla quantità di anidride carbonica emessa dal motore del veicolo mentre è in circolazione: la soglia massima è fissata dalla Comunità Europea in 160 g di CO2 per km.
- Tra i 160 e i 175 g/km, la tassa ammonta a 1100 euro;
- fino ai 200 g/km, la tassa aumenterà fino a 1600 euro;
- le emissioni superiori ai 201 g/km, fino ai 250 g/km, determineranno un’ecotassa di 2mila euro;
- infine, oltre i 250 g/km si pagherà una tassa di 2500 euro.
Le assicurazioni auto
Dal punto di vista delle assicurazioni auto questo meccanismo di incoraggiamento degli acquisti “responsabili” e di dissuasione nei confronti di comportamenti poco virtuosi ha generato una nuova casistica di prezzi e di tipologie di offerte. L’entrata sul mercato dell’auto elettrica – e il conseguente incentivo alle vendite che dovrebbe generare un mercato auspicabilmente sempre più grande – ha creato delle tariffe dedicate, con prezzi molto vantaggiosi dedicati esclusivamente ai veicoli elettrici e ibridi.
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