A Malpensa mascherine, timori e voli regolari
Mentre molti settori "all'esterno" sono toccati da limitazioni, in aeroporto l'attività continua. Con qualche preoccupazione e pressioni per i dispositivi di protezione
«Non c’è grande paura, devo dire. Noi continuiamo a lavorare nonostante le ultime disposizioni». Nei giorni delle chiusure di scuole, università, uffici pubblici, a Malpensa si va avanti. Anche se qualche preoccupazione c’è, rispetto anche agli strumenti di autoprotezione.
L’aeroporto di Milano rimane aperto regolarmente e il traffico rimane pressoché invariato, tranne alcune cancellazioni verso la Germania – Stoccarda e Düsseldorf – e l’Italia, con due voli cancellati verso Roma e Catania. Poca gente nei saloni, ma non certo il deserto.

Parlando coni commercianti, l’atmosfera che traspare è cauta ma sostanzialmente tranquilla. «Non abbiamo notato particolare allarmismo», spiega un edicolante agli arrivi. «Serviamo tanti clienti con le mascherine, soprattutto stranieri. Ma – assicura – la situazione è tutto sommato regolare. Anche perché il centro del coronavirus (la cosiddetta ‘Zona rossa’, che si trova nel Lodigiano, ndr) è distante da qui».
«Vediamo alcuni volti preoccupati – ammette un commerciante dello scalo – ma è anche normale. Ho riscontrato un’impennata di mascherine negli ultimi giorni, ma il numero delle persone non mi sembra diminuito significativamente».
Malpensa va avanti, dunque, ma i dipendenti cominciano a farsi sentire: alcuni lavoratori degli aeroporti di Linate e Malpensa hanno scritto una lettera al Comune di Milano e a Regione Lombardia per chiedere di poter disporre di guanti e mascherine.
Molto disappunto viene dagli addetti dei negozi, dove in diversi casi c’è stata una opposizione a guanti e mascherine per ragioni d’immagine, fin dalle settimane passate. Al di là del settore commercio, in passato alcuni sindacati avevano chiesto con insistenza misure specifiche per alcune categorie di aeroportuali, come quelli ai check in o ai controlli di sicurezza o alle pulizie sugli aerei, dove sono frequenti i contatti con oggetti dei passeggeri.

Solo oggi, dopo molta agitazione nella giornata di domenica, sono arrivate nuove mascherine. Anche se va ricordato che servirebbero maschere specifiche per autoprotezione: quelle più diffuse ed economiche servono semmai a chi fosse già contagiato di contagiare altri.
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