Le celebrazioni del 2 giugno a Samarate, tra mascherine e distanziamento
"La Festa della Repubblica. ci chiede di rimettere al centro la persona, la nostra comunità e il suo bene": il discorso del sindaco Puricelli alle celebrazioni al Parco dei Giusti
« Il 2 giugno di quest’anno è davvero carico di speranze, di auspici, di attese. È un giorno che giunge dopo tre mesi di dubbi, di incertezze, di criticità che hanno cambiato le nostre vite, quella che era la nostra quotidianità. Sarà, senza alcun dubbio, un festeggiamento inusuale e distante, ma non per questo meno intriso del significato di sentirci tutti connazionali e accomunati da identici valori di uguaglianza, di libertà, di solidarietà, di aiuto reciproco», commenta così il sindaco di Samarate, Enrico Puricelli, durante le celebrazioni del settantaquattresimo anniversario della Festa della Repubblica al Parco dei Giusti a San Macario.
Naturalmente la commemorazione, nell’ottica di evitare assembramenti, si è svolta in forma riservata alla presenza del sindaco, della presidentessa del consiglio Rossella Caligiuri, dei consiglieri comunali, rappresentanti delle forze dell’Ordine, Protezione Civile e Associazioni d’Arma Samaratesi, con la partecipazione de “La Filarmonica” di Verghera.
«Possiamo essere attraversati da mille dubbi e da mille perplessità, da preoccupazioni e da sconforto, perché – ancora oggi – stiamo affrontando una fase molto difficile della nostra Italia, però è nostro dovere e mia precisa intenzione guardare al futuro con fiducia e ottimismo, ricordando che c’è sempre stato qualcuno, prima di noi, che ha dovuto combattere guerre anche peggiori per costruire il proprio domani, guardando unicamente all’obiettivo di un bene comune e condiviso».

«Grazie a costoro oggi festeggiamo la Repubblica e noi dobbiamo essere a nostra volta artefici e rinnovatori di quei pilastri su cui essa si basa. Fu una scelta coraggiosa: gli italiani scelsero la forma la più difficile, la più impegnativa, la più innovatrice e riformatrice. La Festa della Repubblica ci chiede di rimettere al centro la persona, la nostra comunità e il suo bene. Dobbiamo essere in grado di dare risposte concrete a problemi molto concreti, non ideologici. A voi, concittadine e concittadini, chiedo davvero di sentire nostra questa festa, la festa di tutti gli italiani», ha concluso Puricelli.
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