Bellaria non ci sta: “Noi non spargiamo calunnie, come fa Candiani”
Il sindaco uscente di Somma Lombardo risponde a stretto giro alle affermazioni del senatore leghista: "Non abbiamo bisogno di avvelenatori di pozzi"
Arrivano parole dure da Stefano Bellaria. Il sindaco di Somma Lombardo, a poche ore dalla conferenza stampa insieme a Spes per parlare dei lavori in corso e da iniziare in città, ha risposto al senatore della Lega Stefano Candiani, arrivato a Somma per sostenere il candidato Alberto Barcaro.
Nella mattinata sono arrivati in piazza Vittorio Veneto, nella sede della lista Fai centro con Somma ideale, diversi esponenti di punta del centrodestra: dal governatore Attilio Fontana, al consigliere regionale Marco Colombo e il senatore bustocco Candiani, che ha pronunciato parole caustiche nei confronti di Bellaria: «Rappresenta l’identità del Partito Democratico che a livello nazionale e anche in città ha spesso mistificato e raccontato bugie facendo credere alla gente che la situazione fosse un’altra e spaventando le persone».
«Non ho mai creduto che la Democrazia si rafforzi semplicemente tagliando il numero dei Parlamentari, ma se avessi la certezza che persone come il senatore (vi rendete conto: senatore!) Stefano Candiani non entrassero più in Parlamento, allora voterei Sì a occhi chiusi. Non abbiamo bisogno di “avvelenatori di pozzi” che parlano e seminano odio a vanvera. Durante i mesi in cui anche a Somma Lombardo il Covid ha colpito duro, l’amministrazione che ho l’onore di rappresentare (insieme a molte associazioni) ha fatto quanto possibile per dare supporto ai nostri concittadini. Senza clamore e soprattutto senza spargere “fiele e calunnie” per raggranellare una manciata di voti in più come ha fatto Lei, “senatore” Candiani. Buona giornata – ha concluso – la civile Somma Lombardo la saluta».
Qui tutte le notizie, i candidati e le foto delle elezioni amministrative di Somma Lombardo 2020.
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Caro Sindaco di Somma se vuole vedere il risultato della amministrazione leghista Tradatese si può recare sul retro dell’ecomostro centro commerciale “La Fornace” a Tradate. Cumuli di macerie prodotte dall’abbattimento del secondo complesso mai finito e mai venduto.
Uno scempio per la città e per l’intelligenza dei Tradatesi che evidentemente così intelligenti non sono visto che la Lega è stata rivotata. Probabilmente a qualcuno manca qualche altra colata di cemento.