La Protezione Civile di Gallarate alza un “muro” per deviare le acque del Sorgiorile in piena
È una esercitazione, ovviamente. Il piccolo corso d'acqua è oggi secco, ma con la pioggia si trasforma in una minaccia per il quartiere Cascinetta. Nella notte di giovedì esercitazione "ad acqua viva"
Esercitazione molto particolare, nella tarda serata di giovedì, per la Protezione Civile di Gallarate: i volontari del gruppo gallaratese hanno simulato un’esondazione del torrente Sorgiorile a Cascinetta e per la prima volta hanno montato e sperimentato una barriera protettiva che consente di deviare le acque.
La simulazione si è tenuta in via Del Lavoro, nel punto critico dove il torrente Sorgiorile corre tombato per alcuni metri: è qui che, in caso di forte piene e a volte per ostruzioni impreviste, l’acqua straripa invadendo la sede stradale e le zone circostanti (compreso l’incavo del sottopasso ferroviario).
Per questo «abbiamo acquistato una particolare barriera detta Boxwall, fatta di elementi componibili» spiega Pietro Orlandi, coordinatore del gruppo di Protezione Civile cittadina. «Si tratta di elementi in plastica da un metro di lunghezza e cinquanta centimetri di altezza, dal peso di sette chili, che vengono assemblati per realizzare appunto un “muro” per contenere e deviare le acque».
La particolare conformazione degli elementi è studiata perché la stessa pressione dell’acqua favorisca l’adesione della parte bassa dell’elemento (flessibile) al suolo, assicurando così che la stragrande maggioranza della massa liquida rimanga tra le due barriere.
«La barriera può essere montata a secco ma anche se l’esondazione è già in corso», continua Orlandi. Una caratteristica importante: la Protezione Civile solitamente vigila per tempo il livello del Sorgiorile in caso di piene, ma la possibilità di intervenire quando il fenomeno è già “innescato” è un aiuto in più (il Sorgiorile è normalmente in secca ma il livello dell’acqua si alza molto rapidamente in caso di piogge, perché raccoglie le acque del bacino collinare verso Premezzo e Besnate).

All’esercitazione di giovedì notte hanno partecipato quattordici volontari (due terzi dell’organico della ProCiv), alla presenza del funzionario di ProCiv del Comune Roberto Santicchia, del comandante della Polizia Locale Aurelio Giannini, del sindaco, del consigliere Zibetti della commissione sicurezza.

Se quelle militari sono esercitazioni “a fuoco vivo”, quella della ProCiv è stata invece una esercitazione “ad acqua viva”: grazie alle pompe dei mezzi del Parco del Ticino e agli idranti è stata rovesciata acqua per testare appunto in condizioni reali la barriera (nella foto l’inizio delle operazioni). Barriera che nei fatti consente di realizzare una sorta di “bypass” nel caso il tratto tombato del Sorgiorile non riuscisse più ad accogliere acqua. Ovviamente la barriera può essere utilizzata per contenere l’acqua anche in altre situazioni d’emergenza.
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