Inquinamento, Legambiente scrive ai sindaci lombardi
La sezione cittadina di Legambiente aderisce alla richiesta: "Il Protocollo sia adottato in maniera capillare e non a macchia di leopardo sul territorio lombardo"
Legambiente ha deciso di scrivere agli oltre 1500 comuni lombardi per sollecitare l’adesione al Protocollo di collaborazione per l’attuazione di misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria e il contrasto all’inquinamento locale siglato da Regione Lombardia, Anci Lombardia e la Città Metropolitana di Milano. Ambiente Saronno Onlus, circolo Legambiente, sottolinea che a sono diversi i giorni consecutivi di aria tossica a Saronno e auspica che il protocollo regionale venga recepito dal Comune di Saronno e da tutti i Comuni limitrofi.
«Non ci spieghiamo come sia possibile che, di fronte all’opportunità di dare una risposta unitaria e immediata a protezione della salute dei cittadini, il Protocollo sia stato sottoscritto da poco più di 40 Comuni – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Leggiamo in questa scelta una sottovalutazione dei gravi effetti che l’inquinamento da polveri sottili è in grado di causare e che, invece, dovrebbe spingere le istituzioni pubbliche a fare tutto quanto in loro potere per limitare i danni. Ci saremmo aspettati più coraggio da parte di Regione Lombardia per rendere obbligatorio il pacchetto di misure, invece che affidare l’intervento per contrastare l’inquinamento all’adesione volontaria da parte delle amministrazioni locali».
«Il protocollo è uno strumento ancora parziale se si considera che le azioni scattano solo dopo diversi giorni in cui i cittadini sono esposti alle pericolose esalazioni – proseguono da Legambiente -, ma al momento rappresenta un punto di partenza per un’azione condivisa. Per rendere efficaci le misure d’intervento, è imprescindibile che il Protocollo sia adottato in maniera capillare e non a macchia di leopardo sul territorio lombardo, come se non ci fosse soluzione di continuità nell’aria tra comune e comune. Legambiente ha quindi scritto ai Comuni per chiedere di andare oltre la sottoscrizione delle direttive, invitando i propri cittadini a mettere in atto comportamenti responsabili, riducendo il più possibile l’uso dell’automobile, abbassando di un grado la temperatura del riscaldamento domestico ed evitando l’accensione di stufe e caminetti non in linea con le disposizioni in essere».
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