Cambiamo strategia ora
22 Marzo 2020
Il “lockdown” evidentemente non sta dando i suoi frutti.
Qualche giorno fa, la Commissione europea ha chiesto a startup e a PMI, tecnologie e innovazioni che potrebbero aiutare a trattare, testare, monitorare l’epidemia di Coronavirus, da applicare urgentemente al prossimo round di finanziamenti del Consiglio europeo per l’innovazione, con un budget di 164 milioni di euro.
Ci stiamo accorgendo tutti che il modello coreano di mappatura, sta dando i suoi frutti. Questo modello si basa sul controllo delle persone positive al Covid-19 attraverso dati medici, cellulari, gps, carte di credito e telecamere di sorveglianza. Incrociando tutte le informazioni, le autorità sanitarie rintracciano quanti potenzialmente sono entrati in contatto con Covid-19 e li isolano, in casa o in ospedale, in base alle condizioni di salute e all’esito del tampone. In più, attraverso un’app si evidenziavano i luoghi in cui sono stati i soggetti a rischio e chi li aveva frequentati, poteva sottoporsi volontariamente al test.
Pensiamo all’Italia: oggi stiamo sottovalutando un potenziale focolaio inespresso in tutto il centro sud dopo i “viaggi della paura” per il primo blocco trapelato via whatsapp.
Dobbiamo cambiare il modello di attacco al virus, altrimenti il sistema sanitario collassa e le persone non potranno essere curate.
Abbiamo la tecnologia, abbiamo aziende bancarie, telefoniche e tecnologiche innovative, abbiamo startup ed il problema ora sembra essere la privacy. Ricordiamoci che per restringere la libertà personale per il blocco totale abbiamo usato una fonte secondaria del diritto, il Dcpm, se la privacy vale di più, superiamo il tutto con un decreto legge e muoviamoci.
Andrea Zirilli



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