Cantello come Sherwood
25 Febbraio 2007
Egregio Direttore,
ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare…no, non ho visto navi da guerra in fiamme al largo dei Bastioni di Orione, come seguitava Rutger Hauer nel celebre film che ho citato, ho visto di più e voglio raccontarlo, ho visto un piccolo Comune della Provincia di Varese, ho visto Cantello.
Cantello, lo sanno tutti, è la celebrata “Mecca degli asparagi” e, come aveva ben colto la rubrica satirica di un vecchio giornalino locale, come la Mecca vera, è governata dai Mullah, i mullah dell’asparago.
Devono sapere i lettori che trattasi di Mullah affatto particolari: piccoli, simpatici e azzurri, dall’eloquio accattivante e fortunati col gentil sesso che solo, suppongo, per ragioni di copyright, non si sono mai fatti chiamare Puffi.
Abbiamo introdotto puffi e Mullah quindi varrà la pena di raccontare la nostra storia come una fiaba:
A governare la Mecca dell’Asparago erano in particolare tre importanti Mullah: lo Sceriffo di Nottingham, Giovanni Senza Terra e il Cardinale Richelieu… (mi scuseranno i cultori del genere ma questa fiaba manca di andamento lineare, i personaggi si mischiano alquanto…).
Un bel giorno il Gran Visir – Cardinale Richelieu fece notare agli altri che c’era rimasta un’area molto pittoresca del paese, ancora priva di cemento e costruzioni e che, pertanto, in quell’area si sarebbe potuta realizzare una piccoliiiiiissima area verde, a patto, ovviamente, di consentire al privato proprietario di edificarci sopra una ventina di appartamenti che, poi, sarebbero stati ottimamente serviti da una tangenzialina piccina picciò…
L’area in questione, ovviamente, era ed è ancora per il momento, la Foresta di Sherwood – Pardà, da secoli incastonata tra i borghi di Cantello e Ligurno, ai margini del Parco del fiume Lanza.
Per sua somma sfortuna la Sherwood Pardà non era abitata da alcun valoroso Robin di Loxley per cui il progetto partì è venne pure, seppur con grandi proteste, approvato dal Consiglio Comunale in una meravigliosa seduta in cui i dieci piccoli Indiani amici dei Mullah alzavano la mano obbedienti ai richiami dello Sceriffo, sotto lo sguardo benevolo del Cardinale e con la protezione dei Carabinieri invitati giusto perché qualche Villico del pubblico si era lasciato sfuggire sguardi severi e persino, si mormora, qualche mezzo aggrottamento di ciglia.
Il progetto partì quindi ma, subito, prima che ruspe e mezzi meccanici potessero attaccare l’amata Pardà ecco una forza nuova e sconosciuta, forse per antipatia verso lo Sceriffo, forse per averne piene le scatole del Cardinale e della sua casa posta di vedetta in cima al colle più alto, forse per Giovanni Senza Terra ( no, bè di lui non importava proprio nulla a nessuno..) ecco tanti Moschettieri a ergersi, tutti per uno e uno per tutti, contro il progetto.
Armati non di moschetto e sciabola ma di carta e penna i Moschettieri raccolgono firme e firmano in tanti, firmano tutti: 700, poi 900, poi 1000, infine 1200, tutti in piedi, col dito puntato verso il bosco e il rischio che corre, tutti a gridare, con educazione e rispetto, certo, ma sempre a voce alta:”FERMI!”
Certo, va pur detto, che nell’immenso reggimento dei Moschettieri si potevano vedere personaggi diversi: qualche piccolissima Orda di Cosacchi garbatamente socialdemocratici per esempio, e diversi Cavalieri Celti, con l’elmo ornato d’ali ma con biro in mano al posto delle spade…
Tuttavia queste presenze dettero allo Sceriffo l’occasione di mettere a frutto la sua consumata abilità politica e così, mentre Richelieu passava le notti a spulciare gli elenchi delle firme per vedere chi l’avrebbe potuta ritirare in cambio di un passo carraio o dell’ampliamento di un pollaio, Giovanni abbassava taglie e gabelle, giustificandosi con l’affermazione che esse sono fra le più basse d’Italia( affermazione ambigua: siccome i Moschettieri le tasse le pagano e in quel momento il Comune non li ignora è chiaro che le entrate ci sono, d’altra parte Cantello non è certamente in Italia, sennò vigerebbe la Costituzione…) lo Sceriffo decise la sua risposta e ai 1200 Moschettieri che, allarmati, indicavano il bosco e i prati in pericolo spiegò che, quando c’è un incendio il buon Pompiere non guarda le fiamme ma il dito di chi le indica, per capire, ovviamente se è un dito affidabile…
Così lo Sceriffo si mise a scrutare le dita accusatorie puntate sulla Pardà, per capire se fossero orrendamente rosse, terribilmente verdi o, Dio ce ne scampi e liberi, addirittura azzurre…
Cosa vedesse non lo seppe mai nessuno certo è che se ne uscì, quasi subito con il responso: le dita sono rosse, quindi non è vero niente, non c’è pericolo, non ci sono progetti, l’area non è a rischio, anzi, non esiste nemmeno!
Così rifiutò di convocare i Moschettieri, di discutere alcunchè, di dare un minimo di dignità ai poveri villici che, del resto, non la meritavano neanche visto che, si mormora, avessero già aggrottato le sopracciglia con gesto sovversivo…
Toccherebbe uscire dalla fiaba per raccontare del disprezzo, dei regolamenti violati, anche di qualche bugia sbugiardata, non lo faremo anche perché tutte le fiabe devono avere un lieto fine e questa non ce l’ha ancora, ai lettori possiamo solo dire che ci sarà, bisogna solo aspettare, e noi lo racconteremo.
Intanto provate a godervi la suspence gridando con i Moschettieri di Cantello “Salviamo la Pardà”.



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