Una data simbolica controversa
26 Aprile 2020
A proposito del 25 aprile, a mio avviso, questa è una data che racchiude un valore simbolico assai controverso. Da un lato, essa rievoca la lotta di Resistenza partigiana contro il nazifascismo, che ha determinato la fondazione (sulle ceneri della dittatura fascista di Mussolini e del regime monarchico dei Savoia) di uno Stato formalmente nuovo e rigenerato (ripeto: soltanto nella forma): uno Stato repubblicano, parlamentare e costituzionale, che si è nutrito per vari lustri della retorica “antifascista” della Resistenza e della Liberazione dal nazi-fascismo. Una retorica, a mio avviso, sempre più vuota, sterile e demagogica. Uno Stato “democratico ed antifascista” solo sulla carta, che ha concesso nel 1946 l’amnistia ai fascisti in virtù di una iniziativa di Palmiro Togliatti in qualità di ministro guardasigilli (ossia ministro della giustizia!). Questo solo per ricordare che l’antifascismo istituzionale, al di là delle false e facili rappresentazioni retoriche ufficiali e commemorative, frutto della vuota e sterile propaganda del 25 aprile, si è concretizzato nella realtà storica, fin dai primi momenti, come l’erede più idoneo e funzionale e il discendente diretto del regime mussoliniano, al fine di preservare gli interessi delle classi dominanti. Dunque, dall’altro lato, il 25 aprile si può considerare proprio la data simbolica di una Resistenza e di una lotta di classe tradita e mutilata.
Lucio Garofalo
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.



BRAVO! abrogare subito il codice rocco, riformare la polizia militare che compie lavoro civile (i carabinieri) in una gerarchia orizzontale e non verticale! Abolire i reati d’intenzione e di pensiero! L’italia è uno dei pochi paesi europei, insieme all’ungheria, che ha ancora libri illegale e il reato di “stampa clandestina”, usato a libero arbitrio e libera interpretazione! Bravo signor Lucio! Grandi parole!