Deliri da lockdown culinario
17 Novembre 2020
Eccheccosè… lunedì… giorno 8 di prigionia in Zona Rossa.
Imbiancare, fatto.
Lavare tende, fatto.
Lavare lenzuola, piumini, cuscini, copertura divani, tappeti, cane, fatto.
Montare sedie nuove in cucina, fatto.
Cuscini per le sedie in cucina, fatti.
Vegetare davanti alla tv e parlare con Maria de Filippi, certa che ti abbia risposto, fatto.
E adesso… che faccio?
Poi si accende quella piccola lampadina che collega le poche sinapsi rimaste ancora attive… una TORTA. Faccio una TORTA…
Inconscio: «ma che cazz dici che non hai mai fatto una TORTA in vita tua?… livello di pasticceria posseduto “Aprire, facendolo scoppiare, l’involucro delle merendine Kinder”?».
Fa niente, guardo in internet… lì qualcosa trovo…
Torta di mele con 1 uovo. È mia.
Ho tutto. Mele, uovo, farina, zucchero, burro, e un sacco di altre robe, che magari non sono nemmeno così fondamentali al fine del risultato.
Da fare in padella. Mah: io ero rimasta che si cuocevano in forno le torte, come cambia in fretta il mondo… ma come le vengo a sapere male le cose.
Va beh, dettagli.
Ho anche il levatorsoli di Ikea, comprato con la mamma un secolo fa… «Fanny cosa te ne fai di un levatorsoli?» – «Può sempre servire». Certo se capissi come si usa, sarei avvantaggiata.
Partenza: sbuccio le mele, rompo l’uovo e centomila pezzettini di guscio mi guardano dal fondo della ciotola. Ma vaffa: crudeltà, questa si chiama crudeltà.
Farina: quanti sono 150 grammi? E 60 ml di olio? Prendo lo shaker del Pesoforma. Quello lì ne sa… ecco fatto. Ora 150 ml di latte ma porc… ho usato adesso lo shaker per l’olio e l’ho messo a lavare perché mi faceva schifo così unto che pareva ‘na lumaca. Va beh, vado a occhio: i grandi chef improvvisano anche.
Incoscio – «Ecco appunto. I GRANDI chef».
Sbattitore della Mulinex: funzionerà ancora? Vado, accendo.
Farina ovunque. Rosario in aramaico recitato con fede profonda, in raccoglimento spirituale estremo.
Mi guardo intorno: un casinooooooo… gusci di uovo, bucce di mele, torsoli. Io non faccio nemmeno la differenziata dell’umido, perché NON produco umido: ora il problema sarà pure smaltire ‘ste scorie nucleari da qualche parte.
Roba sporcata e da lavare per i prossimi 15 giorni: quintali.
Metto sul fuoco a fiamma bassa… ehhhhhhhhh…. mezz’ora? Minch… la nonna Elvira per fare il ragù ci metteva di meno. Va beh, ormai siamo in ballo. Balliamo.
Anche perché l’alternativa è mangiarmi ‘sta pappetta di farina e lievito cruda, a cucchiaino.
Ecco, lo sapevo che girare la “torta” avrebbe procurato qualche piccolo imprevisto.
Ah piccola lampadì… potevi farti li cazzi tua oggi eh…
Va beh: accontentiamoci di questo bellissimo “uovo strapazzato alle mele, con farina, latte, li mortcc sua e altre robine appetitose.
Eh niente: amatemi per altre qualità che possiedo. Ve lo concedo.
P.s.: però il sapore è buonoooooo! Mangiamola smontata tipo cous-cous, con le mani, cosa cambia?
Vostra, da una cucina improbabile e improponibile
Fanny



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