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L’arte dell’attaccamento al potere

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23 Febbraio 2007

Egregio Direttore,
l’ Italia continua a far meravigliare il resto del mondo. Partiti della sinistra, sia estrema che riformista, in questi ultime ore stanno dando dimostrazione del “ massimo rispetto “ della democrazia, della volontà degli elettori e della più assoluta coerenza. Si va a Vicenza ( dove perfino Bertinotti avrebbe gradito sfilare nel corteo) a dire NO alla base USA, si innalzano cartelli contro Prodi per aver deciso di allargare la base militare; si grida ai quattro venti di non voler la TAV e le truppe italiane in Afganistan ( con ministri che sull’argomento si astengono in consiglio dei ministri); la maggioranza va “ sotto “ in senato sulla mozione Calderoli ed a gran voce si chiede una “ verifica” in Parlamento, dove il governo viene battuto. E poi ci si strappa le vesti perchè alcuni senatori a vita non hanno puntellato Prodi , quasi avessero l’ obbligo di una disciplina di partito, e due senatori comunisti, gli unici coerenti, che non hanno approvato la relazione del ministro degli esteri vengono quasi linciati. Ma che razza di partiti abbiamo in Italia: in piazza con il popolo che contesta il governo, in aula a sostegno del governo contestato. Sul programma elettorale di 281 pagine tutti uniti a proclamare la coesione del centrosinistra, poi cominciano le litigate e si va in vacanza a Caserta dove tutto finisce a “ tarallucci e vino “ e affermando che saremo uniti per cinque anni. E infatti. Sono appena trascorsi 281 giorni e Prodi si dimette. E anzicchè chiamare gli italiani al voto come più volte lo stesso Prodi aveva affermato ( … se cade il governo cadiamo tutti insiema )e si ritorna ad affermare la coesione sulla base di 12 striminziti punti dove le forze della sinistra radicale si calano le brache accettando TAV, base USA, AFGANISTAN e (ma questo è un attentato al diritto costituzionale dei parlamentari di esercitare in piena libertà il proprio mandato) dando a Prodi la patente di dittatore: “ qualora su alcuni argomenti non si raggiunga il pieno consenso varranno le decisioni del presidente del consiglio”. E allora possiamo dire che per il governo e coloro che lo sostengono “ CUMMANNARI E’ MEGGHIO CA FUTTIRI” tradotto “ E’ MEGLIO ESERCITARE IL POTERE E TENERSI LE POLTRONE ANZICCHE’ FARE L’ AMORE “?

Giovanni Mele – Luino -

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