» Invia una lettera

La crisi

crisi economica
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

18 Marzo 2020

La parola crisi ha sempre generato in me una necessità vitale: la necessità della complessità. Al di là del segno (positivo o negativo) dei vari sentimenti che inondano le case degli italiani in questi giorni, ciò che (mi) colpisce è la superficialità, non solo epistemica, ma sentimentale. Ci si vuole bene con superficialità, ci si parla con superficialità, si affronta il problema con superficialità, ci si odia perfino con superficialità. Ora, non fraintendete, questa non vuole essere una difesa snob di una prospettiva sul mondo che si voglia intellettualistica, bensì una denuncia a un problema sociale ed umano enorme che viene fuori prepotentemente in questi giorni: l’anoressia dell’anima. A mio avviso, in pochi credono sul serio ai vuoti motti di ottimismo generalizzato e di sterile patriottismo che si levano dai balconi italici. Nel silenzio  e nella solitudine delle proprie case —che ricalca l’ignorata condizione normale degli esclusi dalla società— o nel chiacchiericcio domestico costante latore di sofferenza psicologica, alberga la confusione emozionale assoluta. Lo svuotamento sentimentale assiduamente perpetrato negli ultimi decenni dà i suoi frutti. Certo non mancano i moti di generosità, le donazioni, l’impegno degli addetti ai lavori; non manca neanche il senso civico con le dovute eccezioni fisiologiche. Sembra anche emergere una socialità di tipo diverso: si sentono parenti lontani con i quali non si parlava da mesi o da anni, si prova ad interagire con i propri figli o con i propri genitori; in alcuni casi, allo sguardo fugace si sostituisce un fermo osservare. Ma, ed è questo il punto, quanto sul serio si guarda all’interno di se stessi? I tentavi di esternalizzare le energie sono palesi, ogni giorno aumentano gli chef improvvisati e i lettori bulimici, ma quanto e come si rivolgono queste energie all’interno?

Ciò che mi sembra mancare in assoluto è una riflessione sul senso di tale pandemia per l’esistenza umana (non per la sopravvivenza, intendiamoci), sia in generale, sia nell’intimità del proprio rapporto con se stessi. E, in ultima analisi, ciò che manca è una riflessione sul senso stesso dell’esistenza a prescindere dalla situazione contingente. Emerge in questi giorni, forse inconsciamente, nell’animo dei più, il sentimento di una mancanza, la sensazioni di essere poveri sentimentalmente. Non si sa bene come avere paura o speranza e non si sa quale significato abbiano tali parole. Si avverte, ed è questo il risultato più fecondo di tale crisi, il bisogno di dare significato a sé stessi. C’è chi fallisce giornalmente per la scarsa presenza di mezzi, di strumenti che siano davvero utili a tale scopo, ma c’è chi lentamente cresce, c’è chi lentamente prende coscienza di avere un’anima malata, smagrita, emaciata e inizia a condividere e a denunciare tale condizione. Col passare del tempo, e ne dovrà passare ancora molto, forse si capirà come il morbo sia legato all’assenza di una visione complessiva (è questo il modo giusto di intendere il termine complessità) sul mondo e su di sé.

Il mio appello è che si sfrutti la stasi generata dalla crisi in senso polemico, ovvero ingaggiando una serrata battaglia con se stessi, una battaglia dialettica dalla quale emerga quanto meno l’esplicita necessità della complessità. A tale richiesta, e questo è l’aspetto complementare della questione, deve rispondere non solo chi pensa di avere una visione complessiva, ma chi ha capito il valore della domanda, con la necessità che a un interrogativo di senso si risponda ponendo ulteriori quesiti.

Matteo Poerio

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.