La ferrovia della Valle Olona
18 Febbraio 2007
Egr. Direttore,
Sono lieto vedere come attorno alla ferrovia della Valle Olona, da alcuni “sapienti” di cose ferroviarie, data per morta (erroneamente per fortuna nostra!) ci sia tutto questo fervore di interesse sia da parte degli appassionati, che dei semplici curiosi, ciò è cosa buona.
Nel lontano 1989, solo sette anni dopo il famoso Convegno di Castiglione Olona, che sembrò sul punto di sancire la rinascita di questa importante relazione ferroviaria (si parlò addirittura di elettrificazione, si voleva progettare una nuova stazione di confine a Valmorea elettrificandola coi due sistemi, Italiano e Svizzero), la linea sembrava svanita nel solito italico dimenticatoio, nel quale finiscono le cose pubbliche quando queste non destano l’interesse delle lobbby politiche.
Saltuari ripescaggi in campagna elettorale tanto per avere qualcosa di cui parlare e poi il nulla.
Se la Valmorea oggi è diventata una realtà, se oggi chi ti scrive può ripercorrerla in treno o sulla draisina a pedali gustandosi il piacere del viaggio in ferrovia, assaporandone gli odori e osservando i colori di questo mondo che è l’oggetto della nostra passione, tutto questo lo si deve a quanti si sono dati da fare per far si che quello che, nel lontano 1989, sembrava soltanto il sogno di poche teste “matte”, oggi è la realtà che tutti abbiamo sotto gli occhi.
La ferrovia della Valle Olona, Valmorea è il nostro piccolo patrimonio.
Un gioiellino che dobbiamo difendere da chi ce lo potrebbe togliere avvalendosi della forza della burocrazia, un gioiellino che dobbiamo far conoscere a quanti ne ignorano l’esistenza.
Parlarne e scriverne, non può che giovare alla NOSTRA e dico NOSTRA (perché essa appartiene a tutti coloro che hanno a cuore il mondo della ferrovia), Valmorea, gli articoli sui giornali e le discussioni sui forum, destando l’interesse delle persone, fanno in modo che si esca da quel dimenticatoio nel quale è stata ingiustamente condannata per motivi politici.
Ora non voglio utilizzare lo spazio del sito per fare polemiche, mi limiterò a dire, citando le parole di Giovanni Cornolò, il quale ha scritto che attraverso la valorizzazione della Valle e delle sue testimonianze storiche e industriali è possibile far “scoprire agli increduli quale atmosfera bucolica si possa riscontrare a soli pochi chilometri da Milano”; mi sento di appoggiare pienamente le sue parole, e per tale motivo vi invito a sostenere la causa della ferrovia firmando la petizione per chiedere garanzie per il proseguimento del suo recupero all’indirizzo http://valmorea.4000.it/, a non ignorarla come hanno fatto alcuni, perché è soltanto riappropriandoci del territorio nel quale viviamo e interagiamo con gli altri, anche attraverso la valorizzazione di una tracciato ferroviario dismesso, che possiamo riallacciare i fili della memoria che ci collegano a quelle che sono state le nostre radici.
La cultura, passa anche da qui.



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