» Invia una lettera

La politica estera deve passare all’Europa

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

22 Febbraio 2007

Egregio Direttore,

la crisi del governo Prodi non è solo il frutto della irresponsabilità di certe forze politiche che per mesi hanno “giocato” con una presunta politica estera dell’Italia al fine di acquisire visibilità politica all’interno della coalizione di governo. Sono anni che in Italia si continua a pensare che la politica estera sia solo l’Irak, poi l’Afganistan e ora la base di Vicenza. Tutti gli altri problemi del mondo non esistono. Questo è semplicemente ridicolo e assurdo.

La causa di questa assurdità sta nel fatto che si ritiene che la politica estera debba essere ancora di competenza dello stato nazionale, contro ogni evidenza contraria. La verità è che i nostri piccoli stati non sono più in grado (da decenni) di dare un contributo reale alla soluzione dei problemi del mondo (dalla pace in Medio Oriente, alla minaccia nucleare, alla questione energetica ed ambientale, ecc.). E pertanto non sono in grado di confrontarsi realmente, su questi problemi, con America, Russia, Cina, India, ecc. anche solo per difendere gli interessi dei propri popoli. Non possiamo, pertanto, stupirci se in Italia il dibattito politico rimane confinato all’alternativa se inviare o meno le truppe quando la potenza egemone lo richiede, esattamente come facevano le città della lega-italica quando il Senato romano chiamava alla guerra contro Annibale. Oppure, se acconsentire o meno all’ampliamento degli ‘accampamenti’ per le nuove legioni romane. A questo si riduce ormai la politica estera dei nostri cosiddetti stati nazionali ‘sovrani’!

Un discorso analogo può essere fatto per gli altri Paesi europei incapaci, perché impotenti, di prospettare una politica estera autonoma ed efficace. Di fronte alla crisi irakena, Francia e Germania, ad esempio, non hanno giustamente inviato truppe, ma si sono limitate a ‘guardare lo spettacolo’ della guerra, senza avere la forza di indicare una soluzione alternativa. E questa sarebbe la sovranità nazionale?

L’errore sta nell’ostinarsi a difendere il feticcio di una sovranità inesistente in politica estera e difesa. E’ ora di toglierla agli stati nazionali e di affidarla all’Unione Europea, con un governo federale europeo dotato di reali poteri e responsabile di fronte al Parlamento europeo. Solo in questo modo potremo concorrere efficacemente alla definizione di una politica estera e di difesa nell’interesse dei nostri popoli, ma in quanto cittadini europei, non più in quanto cittadini italiani, francesi o tedeschi. Esattamente come un californiano, un newyorkese o un texano concorrono alla definizione della politica estera, ma in quanto americani.

La battaglia per la Costituzione europea è la premessa per giungere ad una politica estera e di difesa europea. Occorre che la Costituzione europea, che prevede, tra l’altro, la creazione di un Ministro degli Esteri europeo, entri in vigore entro le prossime elezioni europee nel 2009. Questa sarebbe la vera ‘discontinuità’ in politica estera. Il resto è solo chiacchiera da comari.

La ringrazio per l’attenzione

Dr. Antonio Longo - Movimento Federalista Europeo - Segretario della Sezione di Gallarate

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.