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Le giuste critica alla Rai (dal pulpito sbagliato)

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24 Febbraio 2007

Egregio Direttore,
l’intervento dell’onorevole leghista Caparini sulla RAI dimostra purtroppo, ancora una volta, l’abisso esistente fra quel modo di far politica e la coerenza.
L’onorevole Caparini, che fa parte di un partito che per 5 anni è risultato determinante per la permanenza di Berlusconi alla guida del paese, chiede l’abolizione del canone RAI.
La conseguente domanda è d’obbligo: perchè non l’hanno abolito loro il canone nei 5 anni in cui sono stati al governo?
Ma c’è di più. L’onorevole Caparini se la prende con i programmi di pessima qualità e chiede che finiscano alla RAI i privilegi legati ai partiti.
Dimenticando che proprio la Lega ha scandalosamente occupato con personaggi che non avevano alcun titolo nè professionalità, a partire dall’ex presidente della provincia Massimo Ferrario, i massimi vertici di questo ente pubblico.
E, dulcis in fundo, la critica alle spese eccessive e immotivate. Proprio nello stesso giorno in cui viene confermato che la rappresentante della Lega nel consiglio di amministrazione della RAI, l’ex deputato gallaratese Giovanna Bianchi Clerici, è sotto inchiesta per l’incarico (e lo stipendio) all’ex direttore generale Alfredo Meocci.
Insomma, un po’ di attenzione in più, e di coerenza soprattutto, da parte dei “peones” leghisti in cerca di visibilità non sarebbe certo inutile.
Un cordiale saluto

Antonio Rubino, Gallarate

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