Lettera aperta al sindaco di Lavena
26 Febbraio 2007
Rimango meravigliato della poca considerazione in cui sono tenute le voci che si alzano a difendere il mantenimento tipologico di alcuni edifici all’interno del comparto 9a, oggetto di un programma integrato di intervento di iniziativa privata.
Sono la vecchia filanda e l´edificio residenziale annesso che il Prg vigente definisce di “ricco valore ambientale”, nonché storico, e quindi fattibili solo di intervento di recupero.
Anche l’altra sera (venerdì 16 u.s.) gli interventi nel merito, mio e di altri presenti, non sembrava avere avuto particolare attenzione se non la rassicurazione da parte sua del proseguo di ulteriori incontri, lasciando facilmente intendere che lo scopo è quello di arrivare ad un compromesso.
Non ci siamo, perchè in un intervento quale viene proposto non ci possono essere compromessi, ma precise responsabilità della pubblica amministrazione a salvaguardare, nel programma di riconversione, ciò che è memoria del passato ed un ambiente naturale protetto, facendo il vero interesse della cittadinanza locale.
Il nostro è un paese che ha già subito troppe violenze ambientali; non consenta ne avvenga un altro, soprattutto in un´area affacciata alle acque di un lago cantato da poeti italiani e svizzeri per la sua romantica bellezza.
Faccia rispettare i dettami del Prg che non consentono l´abbattimento “tout court” della filanda, ma una riconversione che tenga conto dell’aspetto socio-storico di un edificio che per più di un secolo è stato riferimento operative di tutta la zona e sul mercato internazionale. Lì ci hanno lavorato le nostre radici famigliari ed anche la sua. Di fronte, sul lato svizzero, c’è una vecchia fornace, non certo di più gradevole aspetto della nostra filanda, dove vi hanno lavorato anche nostri concittadini. Il comune di Caslano ne ha salvaguardata l’esistenza.
Non consenta che la via Covini diventi una strada di dimensioni provinciali. Proposta come strada di servizio è di fatto studiata solo nell’interesse della riconversione in itinere, ignorando che il vicolo, legato alla storia della filanda, risale alle mappe teresiane con il nome di “vicolo del Morporrino”.
Non permetta che all’ingresso dell’abitato di Lavena e per di più in riva al lago, si edifichi un cubo di cemento, definito ricovero natanti.
E’ un impatto ambientale inaccettabile e, per i fini che si propone, un inquinamento ittico e faunistico in un’area lacuale protetta. Se deve essere la parte di interesse collettivo nel contesto di un intervento edilizio di iniziativa privata, lo faccia edificare in un’area già compromessa come ad esempio quella appena sotto la strada dietro il cimitero, luogo di depositi vari. Ci sarebbero almeno le premesse per aprire ad altre strutture sportive lacuali.
Non me ne voglia, signor sindaco, per questo sfogo dettato solo dall’amore per un paese che ho collaborato a far crescere e a disposizione per quanto mi è ancora possibile dare, le porgo distinti saluti.



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.