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Lombardia e Veneto a confronto nella gestione della malattia

gallera
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29 Marzo 2020

Gentile Direttore,

Volevo sollecitare una riflessione su come la nostra regione stia affrontando l’emergenza causata dalla malattia Covid-19, in particolare mettendola in relazione con l’approccio della regione Veneto a noi vicina. Faccio una premessa: sono un semplice ingegnere quindi ho dimestichezza con i numeri e seguirò un approccio basato su di essi. Dietro questi numeri ci sono però persone che soffrono ed è importante ricordarlo.

Partiamo dal fatto che secondo gli esperti Covid-19 ha queste caratteristiche: l’80% dei contagiati è asintomatica o con sintomi lievi (gruppo 1), il 15% sviluppa una forma grave e necessita di cure in ospedale (gruppo 2), il restante 5% ha necessità di cure in terapia intensiva (gruppo 3). Purtroppo, a seconda delle stime, tra 1% e il 3% dei malati non riesce a superare la malattia.

Tutti i dati seguenti sono aggiornati il 28 Marzo alle 18:00 e presi dall’elaborazione del Sole 24 Ore, ci concentreremo sui soli “casi attivi” – scartando quindi i guariti e i deceduti.

Possiamo osservare come la Lombardia abbia al momento 23.895 casi attivi così suddivisi: 11.466 sono isolati a casa (gruppo 1), 11.137 sono ricoverati in ospedale (gruppo 2) e 1.292 sono ricoverati in terapia intensiva (gruppo 3). La regione Veneto invece ha 4.774 isolati a casa, 1.536 ricoverati e 338 ricoverati in terapia intensiva.

Riportando i dati precedenti in percentuale vediamo come la regione Veneto sia molto più abile a “scovare” i casi meno gravi, infatti il 72% dei malati veneti è in isolamento domestico, il 23% è ricoverato e il 5% in terapia intensiva. I casi lombardi sono così suddivisi: 48% a casa, 47% ricoverato e 5% in terapia intensiva. Tutto questo sulla sola base dei dati ufficiali senza considerare i report giornalistici secondo cui in Lombardia diverse persone con sintomi vengono rimandate a casa senza che venga effettuato loro il test (stesso per diversi decessi, in particolare nella bergamasca).

I nostri medici stanno facendo sacrifici enormi per salvare il salvabile, e a loro dobbiamo essere grati. Allo tempo stesso non sembra che i responsabili politici stiano agendo in loro supporto: come riportato anche dal vostro giornale i sindaci e addirittura elementi della stessa maggioranza ritengono l’approccio fin qui tenuto da regione Lombardia inefficiente. Dopo ormai un mese di emergenza è tempo che il governatore Fontana e l’assessore Gallera inizino a prendere provvedimenti efficaci, sulla base dell’esperienza nazionale e internazionale.

Nessuno incolpa Regione Lombardia per quello che si è rivelato un approccio non ottimale, ma con il passare dei giorni continuare a perseverare nel non applicare soluzioni che altrove stanno portando risultati sarebbe un errore imperdonabile.

La ringrazio per lo spazio concessomi,

Pierluca Lino

Varese

 

Commenti

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  1. Giorgio Martini Ossola
    Scritto da Giorgio Martini Ossola

    sono d’accordo e anche io tempo fa ho scritto una lettera facendo notare il diverso approccio che si aveva tar le due regioni e il grande impegno di Zaia. L’impressione che danno in regione Lombardia è che seguano il corso degli eventi senza tentar nulla per anticiparlo,ad oggi tutto ciò che si è fatto è un tentativo ancora in corso di costruire nuovi posti letto nella ex fiera,posti che ormai è evidente arriveranno sul finire dell’emergenza. Un po poco per una regione che è la più colpita dalla pandemia,forse qualcosa di più si poteva fare.

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