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Mi rivolgo ai “pacifinti”

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22 Febbraio 2007

Egregio direttore
Dovrà ammetterlo, qualche “doppiogiochista” ha seguito il mio esempio esercitando il proprio dissenso in Parlamento, luogo dove meglio ha potuto affrontare le controversie sulla politica estera dopo la sfilata in piazza.
Non tutti i “pacifinti” hanno seguito il mio consiglio, i vari Diliberto, Giordano, Franca Rama hanno tolto l’abito pacifista indossato al corteo di Vicenza per mettersi la divisa elegante di parlamentare e sottostare alle imposizioni di Prodi, alla faccia del popolo papista di Vicenza.
Proprio a questi “pacifinti” mi rivolgo, per conservarsi la poltrona lautamente pagata da noi italiani hanno svenduto i propri ideali e le proprie convinzioni votando a favore la mozione del Ministro degli esteri (che nei giorni precedenti aveva a chiare lettere detto che la base di Vicenza si farà e che i militari sarebbero rimasti in Afganistan). I veri traditori non sono i senatori dissenzienti (Rossi tra l’altro ha subito un’aggressione fisica dai “pacifinti” quando era in aula) ma lo sono tutti i segretari di partiti e tutti i parlamentari che a Vicenza hanno sfilato contro la politica estera del governo cercando consensi tra il popolo pacifista per poi andare in aula e votare a sostenere la linea opposta.
Purtroppo con Prodi leader non c’è una maggioranza, non c’è mai stata e non ci sarà mai perché ma si troverà una sintesi comune sulle riforme necessarie all’Italia incardinando nella propria coalizione forze estremiste comuniste (Comunisti italiani, verdi, ecc..)e forze liberali (Margherita, Radicali ecc..). La soluzione efficace per il Paese sarebbe un governo tecnico che garantisca un annetto di legislatura, giusto il tempo di approvare la riforma elettorale, la riforma delle pensioni e se c’è volontà anche altre riforme da molti condivise.
Probabilmente questo governo con questi numeri non doveva nemmeno cominciare, ma la scelleratezza di questi politicanti ha fatto perdere ulteriore tempo all’Italia che rischia di rallentare il “treno della ripresa” economica.
Speriamo nel buon senso di tutti, un saluto

Andrea Malnati

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