Perché l’ospedale in fiera non viene utilizzato?
23 Aprile 2020
Gent. Direttore,
lavoro da 34 anni c/o l’ospedale cittadino come assistente amministrativa. Da qualche giorno mi domando, non capacitandomene, perché dopo aver speso centinaia di milioni di euro generosamente donati da imprenditori lombardi per allestire un ospedale presso la Fiera di Milano, questo non venga adeguatamente utilizzato.
Vanificare gli sforzi e la disponibilità altrui è decisamente vergognoso oltre che una vera e propria idiozia. Mi sconcerta sapere che i nosocomi milanesi siano ancora intasati da pazienti infetti che inevitabilmente mettono a rischio la salute anche di operatori sanitari e pazienti non positivi al covid, mentre una struttura pensata ed adibita appositamente è mezza vuota.
Perché non dedicare una o più strutture adeguate esclusivamente al virus disinfestando altri ambienti per consentire l’attività sanitaria ed evitando in questo modo la propagazione di contagi? Grazie a strutture sanitarie apposite, si può pensare ad una completa e necessaria ripresa di quelle attività ospedaliere di routine che garantiscono quotidianamente al cittadino l’assistenza sanitaria necessaria.
Non possiamo permetterci di perpetrare oltretutto gravissime disattenzioni come quelle avvenute presso le case di riposo, un vero disastro. Andrebbe a mio avviso creato uno “spazio” esclusivo che possa occuparsi della nuova patologia.
Attualmente ambulatori così detti minori, sono sospesi in attesa del ripristino della normalità. Anche questa è una perdita ingente di denaro per le aziende ospedaliere….. senza pensare che il recupero di mesi di prestazioni mancate, creerà un disagio inimmaginabile ai medici che, alla auspicabile ripresa, si troveranno un surplus di lavoro e quindi nell’impossibilità di potersi serenamente e con il tempo necessario dedicare al paziente. Non tutti i sanitari sono operativi sul fronte Covid…
Perché perpetrare in questa logica assurda diretta da chi in Regione, non lavorando all’interno di nosocomi, non ne conosce nel dettaglio le reali problematiche? Lo sfacelo della così detta “ECCELLENZA LOMBARDA “ è dovuto esclusivamente alla presunzione di aver adottato superficialmente soluzioni non idonee alle reali necessità del settore.
Abbiamo l’urgenza di riparare rapidamente tutto lo sfacelo che si è manifestato da quando gli ospedali sono stati trasformati in aziende come tutte le altre. Ma per la sanità non può essere così! Prima la necessità prioritaria era quella d risparmiare su tutti i fronti ed allora via con i tagli dei posti letto, prestazioni ecc…ed ora? Venga adottato ciò che è assolutamente necessario e basta ad un’incompetenza tanto dannosa quanto palese.
La pelle delle persone vale molto di più di qualsiasi altra cosa.
Oltretutto è anche ora di finirla con il diffondere quotidianamente dati e numeri, spesso inattendibili. Non esisterà un osservatorio epidemiologico attendibile fino a quando non sarà censita tutta ma proprio tutta la popolazione.
Un ultima puntualizzazione, si parla e scrive giustamente molto di medici morti di Covid, ma gli infermieri?
Cordialmente
Paola Borroni
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In effetti non si capisce il motivo di annullare visite specialistiche ed interventi programmati come se il coronavirus fosse, seppur grave, l’unica malattia da curare. A mia moglie ad esempio hanno scoperto un polipo nell’intestino di cui non si sa se benigno o maligno però non viene fissata la data dell’intervento per rimuoverlo in quanto l’emergenza per la pandemia non lo permette. Non vorrei che al termine, chissà quando, ai morti per coronavirus dovremo aggiungercene molti altri dovuti al ritardo delle cure per le altre patologie.