Sardine partigiane
27 Dicembre 2019
Forse si può guardare la fine del 2019 con un filo di ottimismo e di speranza per il futuro del nostro Paese.
La prima speranza, che è una certezza oltre che una conferma, viene da papa Francesco che con le sue instancabili parole non manca ogni giorno di ricordarci l’amore immenso che Dio ha verso tutti, indistintamente, nel saper accogliere i poveri della terra, i disperati, gli ultimi, compresi i migranti che sbarcano sulle nostre coste e che finalmente, almeno il giorno di Natale, hanno trovato i porti aperti. Qualcuno ha scritto che con una chiesa così schierata per i poveri e gli ultimi della Terra già all’inizio del secolo scorso, forse non sarebbe mai nati né il comunismo e nemmeno il fascismo. Un papa impegnato in quella ciclopica azione riformatrice della chiesa cattolica, nonostante tutte le resistenze della curia romana e buona parte delle sue diocesi. Speriamo che la Provvidenza tenga in vita ancora per tanti anni papa Francesco.
L’altro elemento di speranza per il nostro Paese, è la nascita di questo nuovo movimento tutto italiano, le sardine, un movimento gioioso, festoso, nonviolento, sceso in piazza per contrastare i nuovi seminatori di odio, coloro che diffondono paure, alimentando razzismo e xenofobia, al solo scopo di raccogliere consensi elettorali, senza avere la capacità di risolvere i problemi reali, che pur esistono e sono seri.
Un movimento che la settimana scorsa ha avuto a Roma la suo battesimo ufficiale di investitura in concomitanza con decine di città in Italia, in Europa e nel mondo interno. Un movimento nato anche sulla scia con la manifestazioni internazionali sulla sciopero per il clima, movimento spontaneo che vede la partecipazione di tantissimi giovani, ma anche di persone qualsiasi età, anche tanti anziani, coloro che in silenzio da anni portano con sé la tessera dell’ANPI. E’ certamente da plaudire la scelta fatta a Roma di far parlare in questa manifestazione Carla Nespolo, la presidente nazionale dell’ANPI, ricordando a tutti che abbiamo una Costituzione da difendere, una Costituzione nata sulle nostre montagne con il sacrificio di tantissimi giovani, che hanno pagato con la vita il loro essere antifascisti. Ma per fortuna noi oggi viviamo ancora in un Paese libero, forse in crisi di identità politica, ma ancora con solide basi politiche e culturali che forse qualcuno vuole portarci via in nome dei pieni poteri da dare all’uomo forte. Questo movimento nasce su questo, ha avvertito il pericolo di aver lasciato sguarnite per tanto, troppo tempo le nostre piazze della libertà, della democrazia, del pluralismo, della giustizia.
Ora la politica e i partiti devono dare una risposta a questo movimento, per impedire che razzismo e xenofobia possano rinascere nel nostro paese e per saper accogliere e integrare, nella sicurezza, coloro che vengono da lontano, coloro che chiedono diritti di umanità e che provengono da paesi che sono stati devastati dalle nostre guerre, sia quelli militari, ma soprattutto dalle nostre potenti guerre finanziarie, creando reali opportunità di lavoro, nella salvaguardia del nostro territorio da decenni abbandonato e nella ricostruzione dei paesi terremotati. In quella piazza è risuonato un grido, “Odio gli indifferenti” appello scritto da Antonio Gramsci nel 1917. A Roma e in Italia sono nate le “Sardine Partigiane”.
Emilio Vanoni – Induno Olona



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