Sull’unificazione delle stazioni
7 Marzo 2007
Spett. Direttore.
Ancora una volta aprofitto della sua gentilezza e cortesia per esprimere, attraverso le pagine della sua testata, il mio parere su di un tema che mi sta molto a cuore, la mobilità ferroviaria.
Ho letto l’articolo relativo all’unificazione delle stazioni di Varese e ne ho riportato una pessima impressione.
Pare che quello che si vuole fare sia più una speculazione immobiliare e finanziaria piuttosto che un’opera destinata al miglioramento della mobilità.
In quest’ottica forse il sig sindaco Fontana, o chiunque altro fosse interessato, potrebbe ampliare il discorso e porsi come obbiettivo, oltre alla costruzione di nuovi palazzoni, anche qualche opera realmente necessaria al miglioramento del servizio ferroviario.
Mi permetto di ricordare alcune di queste opere:
1) Il raddoppio della linea ferroviaria tra Gallarate e Rho (la si aspetta da venti anni).
2) Il collegamento ferroviario tra Varese e Lugano (tanto per collegare Varese al resto del mondo).
3) La costruzione dei parcheggi di interscambio al di fuori della città Giardino (così da riservare la città ai cittadini).
4) Il potenziamento dei servizi pubblici e il loro coordinamento con quelli esistenti…
e potrei continuare a lungo.
Rimane poi il dubbio della reale necessità di unificazione delle stazioni visto che, data la mancanza delle infrastrutture necessarie al potenziamento del servizio, non porterebbe nessun reale beneficio per chi viaggia in treno.
So perfettamente che le mie argomentazioni non tengono in considerazione i grandi ritorni di immagine, economici e sociali di tale opera, ma allora chiamiamola rifacimento del centro di Varese invece che mascherarla dietro all’unificazione delle stazioni.
Forse 115 milioni di euro non sono sufficienti a realizzare nessuna delle opere che ho riportato ma sarebbero comunque un ottimo punto di partenza.
Sempre che finalmente comune, provincia e regione, attenti ai problemi delle pendolari solo quando questi scendono sui binari, vogliano finalmente fare qualcosa di concreto.



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