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Sono volontaria di Croce Rossa, una “capra” pronta a correre in soccorso (con le sirene)

La Croce Azzurra consegna una nuova ambulanza alla Croce Rossa
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13 Novembre 2020

Riceviamo la lettera aperta di una lettrice che risponde a Ilario Vinciguerra, lo chef di Gallarate che ha lamentato l’uso (a suo dire) eccessivo delle sirene delle ambulanze. Vinciguerra ha anche chiarito che non voleva offendere i volontari e ha poi ribadito il suo pensiero

 

Caro Ilario,
ti sta scrivendo con amarezza una delle “capre” che gira con le sirene accese.
Io sono una studentessa universitaria, ho lezioni online quasi tutti i giorni, mi alzo ogni mattina presto per studiare. Eppure sai una cosa? Almeno due volte a settimana, quasi sempre due notti (ma anche giornate come oggi) io mi preparo la mia borsa con la divisa rossa e mi avvio verso la sede di Croce Rossa a Gallarate.

Qui abbiamo tre ambulanze, una in stazionamento a Somma Lombardo, che sono attive 24 ore su 24. Sai cosa vuol dire? Che quando tu stai dormendo alla sera c’è qualcuno sveglio pronto a correre in tuo aiuto se dovessi stare male. Questo servizio, te lo spiego anche se è noto, è basato sul prestare soccorso appena possibile a chi ne ha più bisogno. Vengono dati, in base a delle domande poste da chi risponde alle chiamate, dei codici colori: verde per le cose poco gravi, giallo per le emergenze e rosso per le urgenze. Quando si parla di emergenze ed urgenze si parla di necessità di intervenire nel minor tempo possibile e qui entrano in gioco le sirene. Servono a chiedere strada, ad avvisare la popolazione che qualcuno sta male e noi dobbiamo correre a prestare servizio.

Non si accende solo al semaforo per tanti motivi, uno dei quali la legge, ma non mi aspetto che tu la conosca. Non si conoscono le leggi che ci riguardano, figuriamoci quelle che non ci riguardano.
Qui non si tratta di leggi, si tratta di cuore e rispetto, soprattutto.
Io auguro a te e alla tua famiglia di stare sempre bene e di non dover fare mai quel numero. Credimi che se dovesse capitare, il tempo che dovrai aspettare ti sembrerà infinito. Immagina che con la sirena noi chiediamo strada, superiamo in rotonda, passiamo con il rosso (sempre con prudenza) e in questo modo possiamo essere al più presto li da te.
Ma sai cosa meriteresti?
Che vedendo il tuo nome non accendessimo la sirena, arrivassimo con calma, prendendoci il tempo che serve, magari con il traffico di fine giornata.

Ma per noi non funziona così. Noi crediamo in quello che facciamo e dobbiamo portare il miglior soccorso possibile a tutti, a chi ci insulta, a chi ci reca atti di violenza, ai negazionisti e a chi chiama l’ambulanza per usufruire del servizio taxi.
Noi siamo lì.
E non tutti siamo pagati. Io sono, come tante altre delle “capre”, una volontaria. Sai cosa vuol dire? Vuol dire fare quello che altri fanno per lavoro e farlo gratuitamente. Vuol dire, soprattutto in questo periodo, mettere a rischio la propria salute per quella degli altri. Questo vuol dire credere ancora in qualcosa. Io ci credo e voglio sperare che leggendo tutti i messaggi che hai ricevuto tu ci chieda scusa, perché noi non ce lo meritiamo proprio.
Ti faccio i miei auguri più sinceri per la tuavita.

Una orgogliosa capra della Croce Rossa di Gallarate

P.S. Perdonaci per le sirene che ti devi sentire ogni tanto, pensa che noi l’abbiamo sopra la testa per tutto il viaggio. Credimi, se ce la facciamo noi puoi farcela anche tu.

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