Cambio al vertice della Libreria Feltrinelli

In Corso Aldo Moro è arrivato il nuovo direttore, è il padovano Carlo Galuppo. I varesini premiano la libreria: rinnovate in pochi mesi 10 mila “Carta Più”

Sono entrambi direttori di libreria, entrambi diplomati in ragioneria, entrambi entrati nella grande famiglia di Inge Feltrinelli come fattorini. Roberto Ceresini e Carlo Galuppo si sono dati il cambio nella direzione nella libreria di via Aldo Moro. Il primo, dopo aver gestito la transizione dall’antica Libreria Pontiggia alla nuova Feltrinelli, se ne torna nella sua Parma, il secondo arriva fresco di nomina da Padova, dove era vicedirettore. (foto, da sinistra: Carlo Galuppo e Roberto Ceresini)


In queste occasioni, è d’obbligo iniziare dai bilanci.
Ceresini, come si è trovato a Varese e come giudica la città?
«I primi quindici giorni sono stati durissimi e più volte mi sono chiesto: “ma chi me lo ha fatto fare” . Una volta ambientato, però, ho avuto grandi soddisfazioni e in poco tempo ho stretto veri legami di amicizia e di fiducia. Varese è una città sonnolenta che va un po’ scossa perché ha una bella vivacità culturale: abbiamo fatto un sacco di presentazioni, di cui 25 di autori locali. La gente ha reagito molto bene, ho visto tanti giovani e, a detta anche di Eligio Pontiggia (l’ex proprietario ndr), molti volti nuovi. In soli 9 mesi abbiamo fatto 10 mila card (la carta «Più»della Feltrinelli ndr) ». 
Che tipo di rapporto ha avuto con gli altri librai?
«Con Luca della “Libreria del corso”, che è il nostro concorrente diretto, ho un buon rapporto ci siamo sentiti anche in questa occasione. Loro hanno delle politiche diverse dalle nostre e fanno delle vetrine molto belle. Comunque, il rapporto è buono con tutti e lo abbiamo dimostrato durante i Mondiali dove ci siamo consultati».

Quando parla delle politiche della libreria si riferisce agli sconti?
«Lo sconto la gente lo chiede, ma non è con gli sconti che si aumentano le vendite dei libri. Noi non facciamo sconti indiscriminati perché alla lunga non è vincente».

È possibile che su tutto il territorio varesino non ci fosse un candidato “abile” a dirigere questa libreria?
«È così, lo abbiamo cercato, ma non l’abbiamo trovato»

Cosa farà appena torna a Parma?
«Mi sposo».

 

Carlo Galuppo, 37 anni, padovano, è alla sua prima esperienza di direttore di una libreria Feltrinelli. Cosa sapeva di Varese?
«Sapevo che nella cartina stava molto in alto e quando sono sceso dal treno me ne sono accorto».

 

Lei viene da una libreria di una grande città, come le sembra il confronto?
« La Feltrinelli si è presa una grande responsabilità, dando continuità all’esperienza di quasi un secolo della famiglia Pontiggia. Il numero dei titoli, circa 42 mila , esclusi cd e film, direi che è notevole. Per me è una sfida che mi obbliga a rimettermi in discussione perché raccolgo un testimone importante».
Ha fatto carriera, ma ha dovuto lasciare Padova e la sua famiglia. È un bel sacrificio.
« La Feltrinelli è un’azienda che ti dà la possibilità di crescere e la mia storia lo dimostra. Io a differenza di Ceresini sarò costretto a fare il pendolare per amore perché sono già sposato».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Febbraio 2009
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