Expo 2015: settanta progetti per Varese

L'esposizione è stata il tema dell'incontro del tavolo territoriale. Gli interventi che riguarderanno il territorio varesino saranno presentati ufficialmente nella seconda settimana di maggio

Creare un sistema di piste ciclabili, potenziare la rete wireless, sviluppare percorsi enogastronomici, realizzare nuovi collegamenti stradali e grandi infrastrutture. Sono solo alcuni dei riflesssi che l’Expo, in programma a Milano nel 2015, potrebbe avere sul territorio della nostra provincia. Ne hanno discusso ieri, nell’aula magna dell’Università dell’Insubria, i componenti del tavolo territoriale invitati ad affrontare il tema dell’esposizione universale dagli assessori regionali Massimo Buscemi e Luca Daniel Ferrazzi. 
All’ordine del giorno dell’incontro l’approvazione degli strumenti che permetteranno di coinvolgere tutti gli attori locali nella realizzazione dell’Expo, ossia gli accordi quadro di sviluppo territoriale, documenti che dovranno essere approvati entro la fine del prossimo mese di giugno. Quello provinciale riguarderà il territorio varesino senza dimenticare le aree vicine, come il Canton Ticino, quello regionale invece riguarderà l’intera Lombardia e sarà messo a punto tenendo conto dei contributi di tutte le province coinvolte.

Settanta progetti per Varese – «I progetti pubblici che ci sono stati presentati nell’ambito dei macroobiettivi che abbiamo fissato erano oltre duemila – spiega Mauro Visconti, dirigente della sede territoriale di Varese della Regione -. Alcuni però non avevano i requisiti richiesti, altri invece erano già finanziati. Alla fine ne abbiamo selezionati settanta che saranno presentati ufficialmente nella seconda settimana di maggio e saranno i progetti per Varese legati all’Expo». Di essi, ha precisato Visconti, sono sette quelli "cantierabili" e cioè che potrebbero essere realizzati a breve, venti quelli già definitivi e 43 quelli in divenire. «A quest’ultima categoria – aggiunge il responsabile – appartengono i quattro interventi "regionali complessi", progetti di punta del nostro territorio. Riguarderanno la sicurezza, la prevenzione degli eventi rischiosi, il welfare e la semplificazione».

La definizione dei progetti – I soggetti che compongono il tavolo dovranno ora consegnare le proprie osservazioni in vista della realizzazione dell’accordo quadro di sviluppo. I progetti che saranno inseriti nel documento definitivo competeranno per l’ottenimento dei finanziamenti pubblici che, ricorda Visconti «sono però limitati. E tra le azioni in lista ci sono anche grandi infrastrutture come la Varese-Como-Lecco».

Il cronoprogramma – L’obiettivo regionale è quello di essere pronti con progetti e strumenti operativi entro il mese di marzo del 2010. Entro giugno di quest’anno però dovranno essere approvati gli accordi quadro di sviluppo regionale e provinciale (quello di Varese è uno degli ultimi ad essere approvato della Lombardia). «Occorrerà supportare le competenze dei diversi territori – ha concluso Visconti -, cogliere tutte le opportunità di Expo 2009, completare e consolidare le riforme, sviluppare un percorso di innovazione istituzionale e guardare sempre ai territori locali per creare un vero sistema regionale».

Affrontare la crisi – «Expo è un’opportunità importante anche alla luce del periodo difficile che le nostre imprese stanno affrontando – ha commentato il presidente della Camera di Commercio, Bruno Amoroso -. Tra gli obiettivi che il tavolo territoriale dovrà perseguire ce ne sono alcuni fondamentali: parlo dello sviluppo di Malpensa, del collegamento tra Varese, Como e Lecco, della valorizzazione delle risorse umane, del marketing territoriale e soprattutto del sostegno all’occupazione. Le idee ci sono è importante che vengano però portate a termine». Amoroso ha approfittato della presenza di tutti i soggetti interessati per ribadire la necessità di far partire "Confiducia", il fondo di garanzia delle piccole imprese lombarde presentato alcuni mesi fa ma di fatto non ancora decollato.

Il ruolo delle università – «L’accordo quadro che stiamo definendo è uno strumento innovativo perchè vede le due università del territorio coinvolte da attrici protagoniste – ha aggiunto Rossella Locatelli direttrice del Creares (Centro di ricerca su etica e responsabilità sociale delle imprese) dell’Università dell’Insubria -. Insubria e Liuc saranno coinvolte nei tavoli tecnici e politici in vista di questa grande manifestazione. Occorre dunque sforzarci di mantenere viva questa collaborazione allargata anche dopo la conclusione di Expo».

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Pubblicato il 28 Aprile 2009
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