Don Ernesto Mandelli: “Impariamo a vivere insieme”
È per domenica 31 maggio l’appuntamento con la Festa Diocesana delle Genti al Sacro Monte . Le parole del parroco di Lissago, per una perfetta integrazione tra i popoli
È per domenica 31 maggio l’appuntamento con la «Festa Diocesana delle Genti 2009» al Sacro Monte di Varese. Per l’occasione don Ernesto Mandelli, parrocco della chiesa S. Carlo Borromeo di Lissago, ha spiegato che «si tratta di una festa aperta a tutti i popoli, senza discriminazioni, perche la Chiesa è universale, non è legata al territorio o alle genti. Proprio per questo è stato scelto di celebrare la festa proprio nel giorno della Pentecoste», dando così un significato ancora più importante.Don Ernesto Mandelli, ha poi spiegato che, «mentre in passato la Chiesa si è trovata impreparata a numerosi avvenimenti, non lo è stata invece nei confronti dell’integrazione degli immigrati, dove ha sempre dimostrato un’attenzione particolare, di accoglienza e di aiuto, aprendo le braccia a loro». Ha però specificato che spesso anche il cristiano ha paura del diverso.
A proposito dell’integrazione, il parroco ha spiegato che ci sono tre forme diverse.
La prima è quella in cui gli immigrati «perdono la loro originalità», divenendo sempre più vicini alle nostre tradizioni e culture; la seconda invece relativa alle «etnie che si chiudono a gruppi», creando così una maggiore distanza tra i gruppi etnici, che creano sempre più distanza tra loro.
«L’ultima invece, – prosegue – è quella proprio dell’integrazione, un cammino lento, in cui bisogna “Imparare a vivere insieme”».
L’appuntamento con la festa diocesana delle genti, è previsto alle ore 10, con il ritrovo alla Prima cappella; seguirà alle 11 e 30 la celebrazione della messa, mentre alle 13 ci sarà la premiazione del concorso Immicreando. Nel pomeriggio visita e preghiera in Santuario e festa con le Acli alla Schiranna.
In attesa del 31 maggio, è stataoorganizzato un incontro presso la sala “La Cripta” della Parrocchia SS. Pietro e Paolo di Masnago – Varese, dal titolo “Non è giusto che l’uomo sia solo” – essere famiglia in un contesto di migrazione. Sono intervenuti: Maurizio Ambrosini, Università di Genova, don Roberto Davanzo, Caritas Ambrosiana, Francesca Dossi e Alfonso Colzani, del Servizio diocesano per la famiglia.
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