I vigili: “La notte è pagata poco”
Sono contro la reperibilità e il sindacato Sulpm spiega che le indennità sono più basse rispetto a quanto a conoscenza del comandante De Gaudenz
I vigili urbani di Varese non tornano indietro e sono decisi a continuare le iniziative contro l’amministrazione comunale, che ha stabilito la reperibilità notturna obbligatoria per gli agenti. Il segretario del sindacato Sulpm Alessandro Conte, ha letto le dichiarazioni del comandante De Gaudenz e chiarisce anche i termini della contesa: “Le indennità per le reperibilità notturna sono molto inferiori rispetto a quanto affermato dal comandante, ed ammontano a 20 euro lorde al giorno – spiega il sindacalista – inoltre il servizio del turno diurno inizia alle 6 e 40, e dunque è logico aspettarsi, in caso di uscita notturna, tante ore di lavoro consecutive. Capisco che il comandante abbia affermato che non verremo sovraccaricati di lavoro, ma vorrei sapere come. Quando uno è in strada, il lavoro ti salta addosso, ed è praticamente impossibile non essere sovraccaricati”Il Sulpm, inoltre, non è così convinto, come invece l’amministrazione, che la staffetta tra forze dell’ordine e polizia locale, in caso di sinistro, posa funzionare con soddisfazione per gli utenti: “Noi da sempre collaboriamo con polizia e carabinieri – spiega Conte – e facendoli aspettare un’ora prima del nostro arrivo, li metteremmo in difficoltà”. I vigili, infatti, quando sono in reperibilità, sono a casa a dormire. Hanno 30 minuti per arrivare al comando, dove prenderanno il mezzo di servizio per recarsi nel luogo del sinistro. “Il verbale deve essere fatto da una sola forza dell’ordine – continua Conte – e dunque la polizia di stato o i carabinieri, ci dovrebbero comunque aspettare e non potrebbero iniziare a fare i rilievi. Il cittadino si chiederà il perché di tanto ritardo, non credo che sarà soddisfatto del servizio, e inoltre metteremmo in difficoltà gli amici di polizia e carabinieri. Nei prossimi giorni ci incontreremo con gli avvocati, per portare avanti la denuncia di comportamento antisindacale”. Un ultimo appunto: il sindacato Sulpm non ha mai sottoscritto il patto per la sicurezza.
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