Il Pdl punta sull’effetto Berlusconi
Leali con la Lega ma mai subalterni. I voti degli ex Fi e An determinanti. Parla Nino Caianiello e spiega cosa pensi della rivalità con il carroccio e del futuro del suo partito
E’ il senso di responsabilità e lo spirito di squadra. E’ la consapevolezza della missione storica di Berlusconi nel Paese e l’umiltà di fare un passo indietro per consentire al Premier di avere buoni rapporti con Umberto Bossi. E’ la voglia di dialogo e confronto che si è fatta asprezza solo quando la Lega ha cercato di imporre le sue scelte. E’ un po’ tutto questo – dicono i dirigenti del partito – che ha costretto il Pdl, finora, a mettere da parte il sogno di diventare il partito predominante in provincia di Varese, e che accentua invece, in questa tornata elettorale, la strategia di alleanza con la Lega Nord. “Ci presentiamo in provincia con lo stesso spirito di Berlusconi nel paese – spiega Nino Caianiello, responsabile enti locali del partito – condividere con chiarezza, quanto più possibile, un’alleanza politica e strategica. Abbiamo fatto un gran lavoro, insieme alla segreteria provinciale della Lega, e cercheremo di portare a casa dei comuni, storicamente per noi avversi, prenotando il nostro simbolo accanto a quello degli amici leghisti”. L’obiettivo del Pdl, dunque, non è quello della competizione in casa tra alleati, ma quello di far trionfare lo spirito di Berlusconi anche sul territorio. “Vogliamo creare quella filiera politica che dal governo Berlusconi, arrivi fino all’ultimo comune di Varese”. Ma davvero non c’è competizione, ora che il Pdl è diventato una vera armata di voti? “Non escludiamo che ci possa essere una competizione sana e robusta – spiega il leader gallaratese – ma sarà sempre una competizione leale. Spesso si è mitizzato questo scontro tra di noi, ma un conto è rivendicare il peso politico che poteva avere Forza Italia, un conto è invece scontrarsi aspramente: noi abbiamo alzato la voce solo quando in passato siamo stati trattati con protervia, ma oggi non è più così, oggi siamo tutti uniti e vogliamo dimostrare che esiste in provincia un centrodestra forte di governo”.A chi pensa che a Varese il Pdl sia gigante di voti ma nano politico, Caianiello risponde così: “A Varese abbiamo ottenuto risultati elettorali persino migliori di Como, Lecco o Brescia, e questo nonostante Varese, tutti sanno, sia la Betlemme della Lega. Il Pdl qui è riconosciuto come un soggetto affidabile e autonomo, abbiamo subito, in passato, una scelta strategica nazionale che però ha garantito un governo stabile a Roma, per questo la Lega ha avuto una evidenza maggiore di quanto non ne abbia in termini di voti reali. Ma noi, da uomini leali e di partito, abbiamo saputo supplire alle carenze numeriche supportando gli alleati per consentire a diverse amministrazioni a guida leghista di essere maggioranza nei comuni”.
Ci sono grandi attese per i risultati del 6 e 7 giugno. E gli avversari? Secondo Nino Caianiello, hanno proprio sbagliato tutto: “Il centrosinistra dimostra che non riesce ancora produrre con chiarezza un senso di appartenenza. Il Pd ha fatto tante liste civiche e non si presenta spesso con il suo simbolo. Mi sembra una scelta opportunistica e non chiara per l’elettorato. Evidenzia tutti i limiti della proposta del Pd”
Ci sono grandi attese per i risultati del 6 e 7 giugno. E gli avversari? Secondo Nino Caianiello, hanno proprio sbagliato tutto: “Il centrosinistra dimostra che non riesce ancora produrre con chiarezza un senso di appartenenza. Il Pd ha fatto tante liste civiche e non si presenta spesso con il suo simbolo. Mi sembra una scelta opportunistica e non chiara per l’elettorato. Evidenzia tutti i limiti della proposta del Pd”
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