La corte dei conti indaga, il comune “chiude” coi derivati
La procedura è stata approvata in giunta: saranno corrisposti 800mila euro a Bnp Paribas. E proprio la Corte dei conti, che sta analizzando il contratto di 7 anni fa, ha approvato la procedura
Palazzo Estense si libera di tutti i titoli derivati, restituisce una parte degli utili maturati in questi anni alla Bnp Paribas, e ottiene il via libera dalla Corte dei conti all’operazione “fuga dai titoli tossici”. Che però sta indagando anche il comune di Varese (insieme ad altri), come scrive oggi il Sole 24 ore, sulla convenienza sulla procedura discrezionale scelta a suo tempo per sottoscrivere quel contratto. Il comune può giocare una carta a suo favore. L’intera operazione, dal 2002 a oggi, si chiude con un saldo attivo di 41mila euro e questo basterebbe a scongiurare la procedura della Corte dei conti per danno erariale. Nel breve periodo, invece, e dunque nel bilancio 2009 e 2010, sono già previsti anche gli 800mila euro, come informa l’assessorato al bilancio, che l’amministrazione deve corrispondere a Bnp Paribas per uscire dall’operazione.
La cifra sarà erogata in due tranches (400 mila euro nel 2009, 400 mila euro nel 2010), ed è stata ottenuta grazie dopo una lunga trattativa condotta dall’assessore Ciro Grassia con i vertici della banca. Da mesi, Grassia manteneva il riserbo sulla vicenda. Inizialmente, era apparso poco conveniente uscire dall’operazione swap a causa della penale elevatissima. Ma quando la crisi mondiale e il tonfo delle banche che avevano basato la propria crescita sui derivati, è apparsa in tutta la sua gravità (i comuni hanno cominciato a perdere) la trattativa si è riaperta, e Palazzo Estense ha cercato di uscirne con saldo attivo. E’ lecito calcolarlo su un arco di tempo così ampio? “La corte dei conti ci ha dato via libera” chiosa l’assessore Grassia.
La cifra sarà erogata in due tranches (400 mila euro nel 2009, 400 mila euro nel 2010), ed è stata ottenuta grazie dopo una lunga trattativa condotta dall’assessore Ciro Grassia con i vertici della banca. Da mesi, Grassia manteneva il riserbo sulla vicenda. Inizialmente, era apparso poco conveniente uscire dall’operazione swap a causa della penale elevatissima. Ma quando la crisi mondiale e il tonfo delle banche che avevano basato la propria crescita sui derivati, è apparsa in tutta la sua gravità (i comuni hanno cominciato a perdere) la trattativa si è riaperta, e Palazzo Estense ha cercato di uscirne con saldo attivo. E’ lecito calcolarlo su un arco di tempo così ampio? “La corte dei conti ci ha dato via libera” chiosa l’assessore Grassia.
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