«Una riforma del lavoro che serva anche per i 50enni»

E' quello che chiede Bruno Tabacci nella tavola rotonda con Michele Graglia, Daniele Marantelli, Dario Galli e il presidente di Federmanager Giorgio Ambrogioni

«Le politiche del lavoro hanno bisogno di una riforma approfondita, non possiamo rimandare il dibattito su questi temi solo perchè stiamo affrontando un periodo di crisi». Con un richiamo al Governo, Bruno Tabacci ha aperto la tavola rotonda dedicata ai lavoratori cinquantenni organizzata da Federmanager Varese alle Ville Ponti. Al centro della discussione in problemi e le sfide che questa generazione deve affrontare anche alla luce delle difficoltà che hanno colpito le imprese di tutto il mondo. Il vice presidente della Commissione bilancio della Camera ha commentato i dati relativi all’occupazione degli over 50: «Per l’Italia è prioritario affrontare il discorso degli ammortizzatori sociali così come quello dell’età pensionabile. Questi elementi diventano fattori di stabilità interna ed economica». 

Ma è un problema, quello della riforma del welfare, che non è nuovo al nostro Paese e che la crisi non ha fatto altro che accentuare: «Dobbiamo discutere dei cambiamenti che  servono all’Italia in modo pre-ideologico – ha commentato il presidente dell’Unione Industriali della provincia di Varese, Michele Graglia -. Quella dell’età pensionabile è una questione che ci trasciniamo avanti da anni, aldilà della crisi. Le piccole e medie imprese devono potersi aprire a chi può portare al loro interno esperienza e professionalità».

«Dobbiamo sfruttare meglio i nostri talenti e recuperare il valore del lavoro – ha aggiunto Daniele Marantelli, deputato del Partito Democratico -. Per uscire da questo tunnel dobbiamo investire nella capacità, nella formazione e nell’innovazione. Alle nostre imprese dobbiamo dare la possibilità di allargare la loro base produttiva».

«La crisi ha riportato a lavorare in azienda anche i proprietari – ha osservato Giorgio Ambrogioni, presidente di Federmanager – e l’Italia sta passando da un capitalismo famigliare a un capitalismo ancora più familistico. Penso che questo sia dannoso per le nostre imprese: per rispondere alla crisi si devono introdurre dei sistemi di governance più evoluti».

«Il cambiamento demografico italiano dà un messaggio chiaro: la nostra popolazione sta invecchiando e a fronte di questo abbiamo pochi giovanissimi – ha osservato il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli – Le politiche attuali saranno necessariamente riviste perchè non possono reggere in questo modo. Quello del reimpiego dei lavoratori over 50 è un problema relativamente nuovo che la provincia di Varese ha però compreso e sta cercando di affrontare mettendo in campo interventi mirati. Tutto ciò però risulta difficile perchè gli enti locali non possono trattenere sul territorio le risorse e senza risorse si può fare poco».
 

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Pubblicato il 13 Giugno 2009
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