Ai Giardini Estensi torna l’uomo delle caverne

Lunedì 13 luglio, alle 21,30, torna il più famoso spettacolo al mondo sul rapporto di coppia, per la regia di Maurizio Colombo e Teo Teocoli

Lunedì 13 luglio, alle 21,30, alla tensostruttura dei Giardini Estensi, torna a Varese (dopo lo spettacolo all’Apollonio del 17 marzo) il più famoso spettacolo al mondo sul rapporto di coppia: Caveman, l’uomo delle caverne.
A New York, dopo due anni e 702 performance, è stato il monologo più longevo della storia di Broadway, tanto che il sindaco Giuliani gli ha intitolato la 43° strada.

Da qui si è allargato a macchia d’olio, fino a diventare un fenomeno planetario, con un numero di spettatori che ha superato gli 8.000.000. Tradotto in 15 lingue è in scena contemporaneamente in 30 paesi – Stati Uniti, Canada, Sud Africa, Lettonia, Svezia, Germania, ecc. – segnando, ovunque, il sold out.

Oltre che uno spettacolo di successo, Caveman ovunque si è imposto come un vero e proprio evento, un fenomeno di costume.  Con questi requisiti, non poteva non arrivare anche in Italia dove la responsabilità di adattarlo e tradurlo è stata affidata, direttamente da Rob Becker – il creatore della versione originale – a Maurizio Colombi, il regista del record d’incassi Peter Pan – il Musical, nonché artista a 360°, attore e autore, che così ha commentato: “Dopo aver ammirato la versione di Broadway, ho immediatamente desiderato portare lo spettacolo in giro per l’Italia con l’idea di mettere in scena ciò che spesso vivo in prima persona”.

Per l’occasione è stata coinvolta un’altra firma autorevole del panorama dello spettacolo italiano, Teo Teocoli che qui ha firmato la sua prima regia teatrale. La produzione è un tandem che vede affiancati la Theater Mogul, compagnia di produzioni teatrali globali, e il Teatro delle Erbe.
“Gli uomini sono tutti str….”. Quante volte si è sentita questa frase? Al bar, in metropolitana, per la strada, a cena con gli amici, su autorevoli riviste, studi pseudoscientifici, forum e talk show. Il punto è “perché?” Di certo gli uomini e le donne sono profondamente diversi. Ragionano, vedono le cose, sentono e si esprimono in maniera differente.
Ecco allora che tutte le incomprensioni, i litigi, vari sbuffamenti, lacrime e ripicche, nascono da qui, da una profonda, radicata, quasi genetica differenza.

Vale la pena allora risalire all’origine di questa diversità, capirne le ragioni, le cause. Questo il nodo cruciale attorno al quale si fonda lo spettacolo Caveman e il segreto del suo incredibile successo planetario.  Frutto di tre anni di studi di antropologia, preistoria, psicologia, sociologia e mitologia, Caveman è uno sguardo preistorico alla battaglia dei sessi che, partendo da situazioni che fanno parte del normale e contemporaneo “ménage a deux”, ne indaga le motivazioni primordiali.
Ai tempi delle caverne, l’uomo nasceva cacciatore, la donna raccoglitrice. L’uomo è abituato a concentrarsi su un solo obiettivo, la preda, ed esclude qualsiasi altra cosa in tutto l’universo, non può permettersi distrazioni. La donna cerca, raccoglie informazioni, accumula, controlla e gestisce più cose nello stesso momento. Ecco allora che “lei” è perfettamente in grado di leggere, mettere a posto la casa e parlare contemporaneamente, mantenendo il massimo della concentrazione in ogni cosa che fa. “Lui” no. Se è in macchina e deve cercare una strada, abbassa la radio, non può impegnarsi in più fronti allo stesso tempo. Ed ancora, quando guarda la televisione, l’uomo fa zapping: con il telecomando prende la mira e “uccide i canali”, come farebbe con le prede,. Una volta scelto il programma preferito, si immerge completamente in esso e nulla può più distrarlo. La donna si sofferma su tutti i canali, prende informazioni e alla fine della serata è  perfettamente in grado di riassumere tutti i contenuti di ogni programma.

Ma questo non è che un esempio delle mille sfaccettature che le differenze creano nella vita quotidiana delle coppie. In questo spettacolo ogni aspetto della vita di coppia viene contemplato: si parla di shopping, del valore diverso della conversazione per i due sessi – basti pensare che l’uomo mediamente pronuncia 2000 parole al giorno, la donna 7000! – di sesso e coccole, ecc., in maniera sorprendente, ma mai volgare.

Il risultato è esilarante. Il meccanismo che fa scattare la risata nel pubblico è quello dell’identificazione. Ogni persona che assiste allo show si riconosce nelle situazioni mostrate e instaura un rapporto diretto con l’attore, riconosce e si identifica con quello che racconta.
Sono soprattutto le donne ad esserne coinvolte, grazie alle battute sulla mancanza di sensibilità maschile e sulla serie infinita di equivoci che genera, sulla difficile comunicazione tra due universi che rimangono nei millenni opposti, ma che non smettono mai di attrarsi.

Dal passato al presente, dalle caverne al moderno focolaio domestico, un viaggio incredibilmente divertente alle radici di tanti comportamenti di lui e lei che talvolta lasciano senza parole o fanno infuriare, attraverso tutto ciò per cui gli uomini e le donne litigano, esultano, si amano.

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Pubblicato il 12 Luglio 2009
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