Perché in questi giorni la luna è più “piccola”?
Gli esperti del GAT paragonano due sorprese regalate dalle stelle: se a gennaio la luna piena era alla minima distanza dalla Terra, martedì era alla distanza massima. Due fenomeni rarissimo nello stesso anno
Un’osservazione astronomica può durare anche sette mesi, se ne vale la pena ed il fenomeno è rarissimo. Forse i lettori ricorderanno che su VareseNews del 12 gennaio 2009 si diceva che la luna piena del 10 gennaio 2009 sarebbe stata la più luminosa possibile, perché era posizionata al perigeo (ossia alla minima distanza dalla Terra). Così al nostro occhio ha mostrato il diametro massimo in assoluto. Si tratta di un fenomeno abbastanza raro, perché la distanza tra luna e Terra varia in base all’orbita ellittica, e non è facile che il perigeo coincida con la fase di luna piena.
Ma il 2009, anno mondiale dell’ Astronomia non finisce di stupirci. Nella notte di martedì 7 luglio, infatti, la luna ha mostrato una situazione praticamente opposta: era piena a cominciare dalle 10,22 del 7 luglio e, poche ore dopo, attorno alle 22 si trovava anche alla massima distanza possibile dalla Terra (situazione di apogeo), cioè a 406.232 km. Per questo ha mostrato all’occhio umano la sua dimensione minima in assoluto.
Come conseguenza, il diametro della luna piena del 7 luglio ha mostrato un diametro del 14% inferiore al diametro della luna piena del 10 gennaio, e la sua luminosità era inferiore addirittura del 30%, spiegano gli esperti del Gruppo Astronomico Tradatese.
Da notare che la luna piena di martedì notte non è stata esattamente la ‘fotocopia ridotta’ della luna piena del 10 gennaio: si vedeva leggermente meglio la regione polare Nord, in quella che si chiama librazione in longitudine.
Osservando separatamente i due momenti, risulta impossibile percepire la nettissima differenza di dimensioni del disco lunare. Ma confrontando due immagini riprese in condizioni identiche (come nella foto fornita dal GAT), la differenza è semplicemente eclatante.
Realizzare foto della luna piena è facilissimo con una ormai comunissima macchina digitale (basta un teleobiettivo di 200-300 mm e posa automatica con una sensibilità di 100-200 ASA). Nel caso specifico il GAT ha realizzato martedì una trentina di immagini digitali in condizioni IDENTICHE a quelle utilizzate lo scorso 10 Gennaio: macchina Canon 350D applicata al fuoco diretto di un telescopio rilfettore da 1 metro di focale, sensibilità di 100 ASA (data l’alta luminosità della luna) e posa di 1/250 sec. Uno sforzo che, oggi, ci regala questa piccola curiosità astronomica.
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