Badanti, quattromila domande per la sanatoria

Il 30 settembre era il termine ultimo per presentare le domande. Centinaia i lavoratori che hanno fatto richiesta: una necessità diffusa su tutto il territorio




La proroga non ci sarà, dunque alla mezzanotte del 30 settembre si è chiusa la sanatoria di colf e badanti. In provincia di Varese le domande per la regolarizzazione sono state circa quattromila (3954) . I soli sportelli delle Acli ne hanno compilate ottocento per i cittadini stranieri, impiegati presso le famiglie per lavoro domestico e di assistenza agli anziani. Si chiude il “mese della speranza” e si apre la via dell’integrazione per quei lavoratori – considerati indispensabili, a differenza di altri meno fortunati – che hanno avuto la possibilità di sanatoria.

«Al momento dell’annuncio di questo provvedimento aspettavamo molte più richieste – spiega Sergio Moia della segreteria della Cisl -. Dopo la circolare che ha espresso i requisiti richiesti però abbiamo ridimensionato le nostre previsioni. I limiti infatti sono molto selettivi, in particolare quelli che riguardano i requisiti reddituali o che non permettono alle colf di cumulare il numero di ore in rapporti di lavoro diversi. Possiamo dire però che, se confrontato con il dato nazionale, quello varesino può considerarsi positivo. Siamo a livelli molto simili a quelli della sanatoria del 2002, quando furono presentate 8.500 domande su 700mila. Da un altro lato dobbiamo però ricordare che una sanatoria come questa non serve a risolvere o ridurre il problema dell’immigrazione irregolare. Temo che, nonostante tutto, la situazione al 1 ottobre sia molto simile a quella del 31 agosto scorso».

Alle Acli di Varese le ultime domande sono state compilate alle 18 del 30 settembre. Gli sportelli del patronato Acli dislocati sul territorio hanno registrato dati significativi: a Varese in un regolarizzazione badanti Aclimese sono state quasi 300 le domande inoltrate, a Gallarate 130, a Busto Arsizio 120, a Tradate 60. Anche gli sportelli decentrati – aperti solo pochi giorni la settimana – hanno registrato alcuni accessi: una ventina di domande ad Angera e Cassano Magnago, una decina a Luino. All’estremità sud della provincia, Saronno e Caronno Varesino hanno inoltrato al ministero rispettivamente 134 e 28 domande, un dato significativo  se confrontato con le altre città della provincia: gli sportelli hanno infatti visto anche l’affluenza di alcuni lavoratori stranieri provenienti dai comuni del milanese. Badanti e colf sono in gran parte donne, per lo più provenienti dai paesi sudamericani e dell’Est Europa: il paese più rappresentato è l’Ucraina. Non mancano comunque casi di persone del Nord Africa, dell’Albania, del Sud Est asiatico e del Bangladesh. Non mancano gli uomini, impiegati in lavori domestici particolari, come ad esempio i giardinieri.

Terminato settembre, “il mese della speranza”, ora si apre la seconda fase della regolarizzazione: i datori di lavoro e i lavoratori saranno chiamati in prefettura (uffici di via Frattini) per la verifica delle domande e per l’apertura di una posizione lavorativa, con il versamento dei contributi per il periodo successivo al primo giugno (il periodo precedente è invece “sanato” mediante il versamento di 500 Euro all’Agenzia dell’Entrate, fatto prima della domanda). Colf e badanti saranno assunte avendo come riferimento il contratto nazionale di lavoro della categoria, firmato nel 2008.
 

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Pubblicato il 01 Ottobre 2009
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