Le api, una risorsa varesina e lombarda
Si è svolto questa mattina, venerdì 6 novembre, a Ville Ponti, il convegno dedicato al comparto apistico lombardo. Presente l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Daniel Ferrazzi
Varese t
erra di eccellenza anche per la produzione di miele. È uno dei dati emersi oggi, venerdì 6 novembre, durante il convegno “Politiche di sviluppo e attività scientifica per il comparto apistico lombardo” a Ville Ponti, che ha fatto il punto sul settore dell’allevamento di api e sugli interventi promossi per la sua salvaguardia e competitività nella nostra Regione, con particolare riferimento alla provincia di Varese.
«Finalmente il lavoro dedicato alla nascita del Dop Miele Varesino sta dando i suoi frutti – ha dichiarato soddisfatto Fernando Fiori, presidente del Consorzio Qualità Miele Varesino -. È un grande traguardo che pensiamo di raggiungere entro fine anno». Fiori ha anche commentato la stagione appena conclusa: «È stata una buona annata, che ci rende molto ottimisti sullo stato di salute dei nostri alveari, soprattutto dopo la moria delle api che si è verificata la scorsa stagione. C’è però da dire che i margini di guadagno non sono altrettanto soddisfacenti. Anche a causa della grande quantità di miele prodotta quest’anno, i guadagni degli agricoltori saranno bassissimi».
Una situazione critica che non scoraggia un settore dell’allevamento che in provincia può considerarsi d’eccellenza: «Nel Varesotto l’apicoltura ha sempre avuto grande importanza – ha sottolineato Guido Brianza, presidente dell’Associazione produttori apistici della provincia di Varese -. Oggi sono ben 460 gli apicoltori iscritti alla nostra associazione, di cui alcuni sono professionisti di rilievo. La nostra aspettativa è quella di poter continuare a fare il nostro lavoro, producendo ricchezza non solo per noi ma per tutta la comunità».
La situazione varesina rispecchia una eccellenza che è anche lombarda: «La Lombardia – ha spiegato Giorgio Belynat, della direzione generale Agricoltura della Regione Lombardia – è al primo posto in Italia nel settore dell’apicoltura, anche grazie alla produttività della provincia di Varese. Sono circa 127.000 gli alveari presenti nella Regione, che coinvolgono un numero di operatori pari a circa quattromila».
L’incontro, dedicato principalmente agli operatori, ha delineato una situazione vitale, malgrado gli avvenimenti negativi degli ultimi periodi: «La giornata ha segnato un importante momento di confronto e di ascolto, tra istituzioni e apicoltori – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Daniel Ferrazzi – Sono soddisfatto della buona riuscita di questa giornata. Dopo la moria che ha colpito le api lo scorso anno, oltre a essere felici della decisione di non usare più nicotinoidi (pesticidi) per la concia del mais, non possiamo ignorare lo stretto rapporto tra questi insetti e la tutela ambientale. Per questo siamo orientanti su politiche di prevenzione ambientale e di sostegno, per un futuro luminoso e d’incremento per il settore».
Durante la mattinata si sono alternati interventi di altri esponenti di spicco del comparto apistico e agricolo, come Paolo Lassini, direttore generale Agricoltura della Regione Lombardia, Giuseppe Blasi, che ha presentato una relazione sulle politiche nazionali di sostegno e valorizzazione del comparto, Armando Lazzati di Apilombardia, Franco Mutinelli, dell’istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e Mario Astuti, direttore generale della Sanità della Regione Lombardia.
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