Al museo di Masnago è tempo di maschere
Una mostra e incontri a tema approfondiscono il tema legato alla maschera, da quello ludico a quello più interiore
Nella quarta sala si conoscono poi alcune maschere usate per soddisfare il bisogno di trascendenza, di ricerca della divinità, oltre la vita. E il cammino prosegue nell’incontro con il lato oscuro dell’umanità che, nella difesa del territorio, pratica la guerra e incontra la tragedia della morte.
In chiusura, una sala dedicata all’uomo che costruisce la storia: stabilisce le regole della convivenza con i suoi simili, crea complessi sistemi sociali, ricchi di tradizioni che tramanda ai discendenti
Si tratta insomma di un allestimento molto vario, che usa colori e riproduce ambienti per valorizzare la diversità e la ricchezza delle culture da cui hanno origine le maschere, riprodotte fedelmente dagli originali, ma assolutamente “finte”. Un viaggio intorno al mondo con rimandi inaspettati, anche al patrimonio culturale del Museo Castello di Masnago.
La realizzazione di tutti i pezzi esposti è opera delle sei giovani del Servizio civile volontario, coadiuvate da otto stagiste. In regia, tre professoresse che collaborano ormai da tempo alla didattica museale e il personale del Museo Castello che ha collaborato attivamente alla realizzazione.
Interessanti, gli incontri di approfondimento delle domeniche pomeriggio, a partire dalle ore 15: in questo caso è necessaria la prenotazione.
Una seri di incontri permetteranno l’approfondimento della mostra: domenica 31 gennaio saranno i fratelli Angelo ed Alfredo Castiglioni, archeologi ed esploratori, a parlare dell’Africa, continente in cui la maschera è molto diffusa e diversamente impiegata. Il 7 febbraio si passerà dalla maschera che rende tutti uguali alle impronte digitali che definiscono l’unicità di ogni essere umano: interverranno gli esperti della Polizia di Stato, la Scientifica, per raccontare dei loro metodi d’indagine. Il 14 febbraio nell’incontro offerto dalla Associazione Orafi della Provincia di Varese, sarà Laura Tommaselli – una delle poche esperte italiane di storia dell’arte del gioiello – a presentare monili e gemme, descrivendone i legami storico-culturali. Il 21 febbraio Loredana Vigani, già direttrice del Museo dei Nativi Americani di Cavona (VA) , parlerà di queste affascinanti popolazioni, aiutandoci a rileggere brani importanti di storia del “nuovo mondo” .
Il 28 febbraio, ultimo appuntamento con il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che metterà in moto il Domino delle impronte, oltre 3000 pezzi accuratamente numerati, ciascuno dei quali sarà personalizzato con le impronte di ogni persona che avrà partecipato alla mostra.
Per tutto il periodo della mostra, sabato e domenica pomeriggio sarà attivo un servizio di visite guidate compreso nel biglietto d’ingresso a cura delle volontarie del Servizio Civile, in collaborazione con le partecipanti allo stage. Maschere ed impronte saranno ancora protagoniste nei laboratori didattici, in cui tutti, adulti e ragazzi, potranno impegnarsi nella decorazione di maschere con colori a dita e creta.
“Maschere impronte di cultura: gli uomini hanno bisogni comuni che mascherano in modi diversi”
Museo Castello Di Masnago
Via Cola Di Rienzo, 42
21100 Varese – ampio parcheggio via Monguelfo
Museo 0332- 820.409 da mart a dom 9-12.30 e 14-17.30
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