Regionali, il Pd presenta sua squadra
Sei i candidati democratici al consiglio regionale: "Una lista fatta di candidati radicati sul territorio e con un forte profilo unitario
Lavoro, trasporto pubblico, famiglie e giovani sono i temi principali che i candidati del Partito Democratico alle elezioni regionali: i sei candidati sono stati ufficializzati oggi, dopo la presentazione delle liste nel pomeriggio di venerdì. «Ci batteremo come leoni per rappresentare questa provincia in Regione» ha esordito il segretario provinciale del Pd Stefano Tosi. «La nostra è una grande provincia, i candidati hanno una grande responsabilità: Varese, una delle dodici province, rappresenta l’8,9 della popolazione lombarda e una grande concentrazione di imprese». E forse più di ogni altra realtà, Varese ha un territorio articolato su più centri, con il capoluogo “insidiato”, per forza economica e abitanti, dalle altre città, Gallarate e Busto in testa. Grande attenzione, dunque, alla composizione della lista per rappresentare tuto il territorio, oltre che le tradizioni politiche che hanno dato origine al progetto del Pd. «Sono molto soddisfatto della lista, fatta di candidati radicati sul territori e caratterizzata da un forte profilo unitario. Il Pd non è il PdL, che è lacerato dalle divisioni interne».
Tosi, consigliere regionale uscente, è capofila della lista dei democratici. Espressione della zona di Varese è anche Alessandro Alfieri, trentotto anni, cresciuto politicamente nella grande stagione del centrosinistra unito dell’Ulivo: mette al centro la questione dela ripresa economica e del lavoro «in particolare per i giovani con contratti precari, privi di ammortizzatori sociali»; il sostegno alla famiglia soprattutto nei momenti di maggiore debolezza («asili nido per aiutare l’avvio della famiglia, assistenza familiare e integrazione delle rette per gli anziani non autosufficienti»); la promozione del ruolo dei Comuni, mortificati dai crescenti tagli dei trasferimenti e dal blocco degli investimenti.
L’area del saronnese è rappresentata dalla candidatura di Augusto Airoldi, cinquantunenne impiegato nel settore informatico. Tra i temi che vuole portare in Regione, l’attenzione al trasporto pubblico locale, in particolare sulle Ferrovie Nord (controllate direttamente dalla Regione), la sanità pubblica e il controllo su quella privata accreditata, la riduzione dei costi della politica: «Dodicimila euro di stipendio lordo per un consigliere comunale sono troppi, proporrò di dimezzarlo e destinare le risorse, 8 milioni di euro l’anno, ad un fondo per interventi sociali urgenti».
Beatrice Bova, architetto con esperienza amministrativa a Gorla Minore, è una delle due donne in lista: attenzione alla riduzione di consumo del territorio, alle politiche della casa e all’edilizia sostenibile sono gli elementi che vuole portare in Regione. Dell’esperienza di amministratore locale vorrebbe mantenere «il contatto con la gente», portandolo anche in consiglio regionale.
Walter Picco Bellazzi, avvocato in Busto Arsizio, è stato un grande sostenitore dell’elezione di Busto a capuoluogo di una nuova provincia. «Oggi non è più possibile, ma bisogna attivarsi per dare un ruolo alla zona di Busto, che rischia di essere schiaccita tra Malpensa e la futura città metropolitana». Tra gli altri temi, attenzione in particolare al bisogno di casa e al rilancio dell’Aler; al lavoro, con un occhio attento su Malpensa, fucina di vite precarie («per il lavoro da occasione di boom si è rivelato un boomerang»); al rilancio del’accoglienza turistica diffusa nella zona dei laghi.
Ultima, ma solo per l’ordine alfabetico, Laura Prati, vicesindaco di Cardano al Campo e assessore all’istruzione, alla cultura, alle pari opportunità. «Vorrei poter portare in Regione le battaglie che ho fatto a livello comunale, in particolare per i servizi alla persona: Cardano è uno dei pochi comuni con crescita demografica. Ma servono fondi: l’asilo nido è cresciuto da 40 a 60 posti, ma riceve lo stesso finanziamento dalla Regione». Servizi che si rivelano importante anche per conciliare lavoro e famiglia, garantendo le pari opportunità. «Mi impegnerò – conclude la Prati – anche per una legge regionale contro la violenza sulle donne»
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