“Se prima c’era da fare, ora è sette volte tanto”
Don Giuseppe Noli opera ad Haiti, nella città di Mau-Rouge: con la comunità accoglie coloro che nella capitale sono rimasti senza casa dopo il terremoto
«Se prima c’era da fare, adesso ce ne è sette volte tanto». Parole che ha usato Don Giuseppe Noli, il prete che da anni opera ad Haiti, nella zona di Mau-Rouge, a circa cento chilometri dalla capitale Port au Prince dove lo scorso 13 gennaio un terremoto ha provocato oltre 200mila vittime, distruggendo gran parte degli edifici della città.Don Giuseppe Noli, che al momento del Sisma si trovava in un’altra città, si è subito attivato per prestare i soccorsi. A Mau-Rouge non ci sono stati danni, ma erano in molti a lavorare o studiare nella capitale e che non hanno fatto ritorno. «Soprattutto però – ha spiegato Don Giuseppe telefonicamente ai famigliari e alla comunità di Abbiate Guazzone che da anni lo segue e gli è vicino con aiuti e sostegni – Mau-Rouge si sta occupando di accogliere gli sfollati, coloro che oggi non hanno più un lavoro, tantomeno una casa dove andare».
Il problema per la periferia haitiana è quindi diventata l’accoglienza di chi non ha più nulla. A Mau-Rouge stanno cercando risorse per costruire case, ma anche per «dare un’istruzione a tutti i bambini. Sono stati raddoppiati i turni di lezione per i tanti studenti che non si possono trascurare – spiega -. Gli insegnanti sono quei ragazzi universitari che sono stati colpiti dal terremoto. Anche loro stanno aiutando. Si stanno tutti rimboccando le maniche per ricostruire».
Molti abitanti della zona non sanno nemmeno cosa sia accaduto e soprattutto l’entità della tragedia: da Abbiate si sono mobilitati anche per spedire loro dei filmati presi da Youtube o dai telegiornali, per far vedere quello che si è verificato. «Serve per capire meglio cosa è accaduto ed anche per accettarlo – spiega – molti non hanno visto tornare i propri cari o conoscenti e si chiedono ancora perché».
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