Per un network globale della contabilità
Massimo Tezzon, segretario generale dell’Organismo Italiano di Contabilità, ospite all'Università Carlo Cattaneo
Testimonianza d’eccezione alla Liuc nell’ambito del Master di secondo livello in CFO (Direzione Amministrazione Finanza e Controllo di Gestione): protagonista, Massimo Tezzon, segretario generale dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), chiamato ad illustrare ai futuri Chief Financial Officer il fondamentale ruolo di questo organismo. «L’OIC – ha detto Tezzon – è lo standard setter, il regolatore contabile italiano, che si occupa non solo di definire i principi contabili nazionali ma anche di partecipare alla “fabbrica” di quelli internazionali”
Un organismo che secondo Tezzon conserva una profonda utilità soprattutto alla luce dell’introduzione degli IAS (International Accounting Standards), “uno standard globale che funge da principale strumento per la creazione di un network mondiale in materia di contabilità, ma che deve tener conto della storia e del ruolo dei singoli organi nazionali».
Tezzon ha ricordato che in Europa sono due gli organismi deputati all’armonizzazione dei principi contabili, ovvero l’Accounted Regulated Committee, di cui fanno parte i rappresentanti dei governi in materia di contabilità, e l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), di cui l’OIC fa parte. L’OIC opera in stretto contatto anche con lo Iasb (International Accounting Standards Board (IASB), l’organismo che è direttamente responsabile dell’emanazione dei principi contabili internazionali.
Inoltre, OIC coadiuva il legislatore nell’emanazione della normativa in materia e contribuisce a promuovere la cultura contabile. Secondo Tezzon, il ruolo dell’OIC si rivela di grande importanza anche in relazione alla disciplina delle imprese italiane, suddivise tra quelle che seguono il codice civile e quelle che si rifanno invece ai principi contabili internazionali: «L’OIC lavora per una convergenza tra i due fronti, in quanto la comparazione tra queste due categorie di imprese è assai complessa, dal momento che non parlano lo stesso linguaggio contabile. Quello che vogliamo prevalga è il valore della globalizzazione dei mercati, senza che questo però vada a scapito del dialogo tra le imprese italiane e senza penalizzare le PMI, appartenenti alla prima categoria, per le quali si pone marcatamente il problema dei costi correlati alla diversa gestione della contabilità».
Tezzon ha rivolto parole di apprezzamento nei confronti del Master in CFO (Direzione Amministrazione Finanza e Controllo di Gestione) della LIUC, iniziativa che “integra la preparazione accademica con gli strumenti concreti per orientarsi in questo settore così vasto”.
Il Master, alla sua prima edizione, è promosso dall’Università Carlo Cattaneo in collaborazione con ANDAF (Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari). L’obiettivo è quello di fornire ai partecipanti un’adeguata preparazione attraverso una formula che possa coniugare nel miglior modo possibile teoria ed esperienze maturate sul campo al fine di offrire alle imprese una nuova figura di Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo (Chief Financial Officer – CFO) che abbandoni la tradizionale posizione di staff amministrativa e svolga un ruolo più ampio e incisivo nel processo decisionale, partecipando attivamente anche in seno al Consiglio d’Amministrazione della Società d’appartenenza.
Nelle prossime settimane, il modulo del Master dedicato a "Controllo di gestione e sistemi informativi" sarà aperto anche a dirigenti d’azienda o quadri che vogliano approfondire le proprie conoscenze in materia. Per informazioni, costinelli@liuc.it
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