Industria: avanti piano
La fotografia del III trimestre attraverso l’Indagine Congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Unione Industriali mostra il lento cammino verso il recupero economico
Nel terzo trimestre 2010 continua il lento cammino verso il recupero del ciclo economico, anche se la ripresa rimane fragile e permangono sui mercati fattori di rischio e incertezza che potrebbero portare ad un rallentamento: è questa la fotografia che emerge dall’ultima Indagine Congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.
IL CONTESTO GENERALE
La congiuntura internazionale sta registrando un moderato recupero dell’economia rispetto ai livelli minimi toccati nel 2009. L’uscita dalla crisi fino a questo momento è stata trainata dall’adozione, in tutti i paesi avanzati, di politiche fiscali espansive, dal recupero delle scorte e dalla crescita delle economie emergenti. Le ultime previsioni stimano per il 2010 una crescita del Pil mondiale del 4,8% rispetto al 2009 e per le economie mature del 2,7% (stime Fmi ad ottobre 2010). I paesi emergenti si confermano quindi i motori della ripresa. Tuttavia, nei prossimi mesi è previsto un rallentamento nel recupero dovuto ai fattori di rischio ancora presenti sui mercati.
Problematiche ancora irrisolte e nuove, infatti, frenano la ripresa dell’economia a partire dai rischi legati ai debiti sovrani, cresciuti dopo mesi di politiche espansive adottate da tutti i paesi avanzati per agevolare l’uscita dalla crisi. Se da un lato, infatti, queste politiche hanno stimolato consumi ed investimenti, dall’altro hanno pesato sui debiti pubblici arrivando, nei casi estremi come la Grecia, a minarne la solidità. Ora si rende necessario un controllo della crescita dei debiti sovrani tramite il rientro della spesa pubblica per evitare ulteriori shock all’economia, controllo che, per contro, porterà all’attenuarsi delle politiche finanziarie espansive a sostegno della ripresa.
Altri fattori che svolgono un’azione frenante nella ripresa sono legati al venir meno della necessità delle imprese di ricostituire le scorte e alla fragilità dei mercati del lavoro. A livello italiano ed europeo ulteriori elementi di preoccupazione giungono dall’apprezzamento dell’euro e dalle frizioni che stanno caratterizzando il mercato dei cambi, che rischiano di penalizzare il commercio mondiale. Per l’Italia inoltre la ripresa sta già avvenendo con una velocità ridotta rispetto alla media europea per i deficit strutturali del nostro Paese e per le difficoltà di rilancio del mercato di consumo interno.
LA PRODUZIONE IN PROVINCIA
A livello varesino i dati dell’indagine congiunturale mostrano una moderata crescita rispetto ai bassi livelli registrati durante la crisi, ma mettono anche in luce la lentezza e la frammentazione con cui sta avvenendo il recupero e non mancano timori ed avvisaglie di un rallentamento nei prossimi mesi.
Sotto il profilo produttivo nel terzo trimestre del 2010 si evidenzia un moderato miglioramento nei livelli produttivi rispetto al trimestre precedente. Tuttavia si deve parlare di incrementi marginali e di lenta risalita dei livelli se si fa un confronto con le ingenti perdite subite nel periodo di picco della crisi. La maggior parte delle imprese intervistate (42%) ha dichiarato di aver registrato un incremento nella produzione rispetto al secondo trimestre 2010 e il 27% una stabilizzazione sui valori dell’ultima rilevazione, contro il 31% che ha, invece, segnalato un peggioramento. Per quanto riguarda le differenze tra i settori, si evidenzia che nel metalmeccanico la maggior parte delle imprese intervistate ha dichiarato un recupero nei livelli produttivi grazie ad una ripresa degli ordinativi, anche se non mancano segnalazioni di difficoltà anche in questo settore; all’interno del chimico e farmaceutico e del gomma e materie plastiche le imprese sono state maggiormente orientate ad una continuità nei livelli produttivi; infine, nel tessile-abbigliamento le imprese si sono divise tra chi ha registrato riduzioni nella produzione (la maggior parte) e chi invece ha segnalato stabilità o un moderato miglioramento.
LE PREVISIONI PER I PROSSIMI MESI
Per quanto riguarda le aspettative per l’ultimo trimestre dell’anno, il 45% delle imprese varesine intervistate prevede il mantenimento degli attuali livelli produttivi, contro il 25% che si attende un moderato miglioramento congiunturale e il 30% che, invece, si aspetta un peggioramento. Tuttavia, queste aspettative a breve risentono dei fattori di rischio presenti sui mercati internazionali ed hanno un elevato grado di volatilità ed incertezza. L’economia varesina, infatti, per sua natura è altamente internazionalizzata, caratteristica che sta favorendo il recupero in questo momento in cui il maggior stimolo arriva proprio dai mercati esterni, ma che condiziona l’economia locale le cui performance future risentiranno degli sviluppi, ancora incerti, sullo scenario internazionale e sui movimenti dei cambi.
PORTAFOGLIO ORDINI DELLE IMPRESE
In evoluzione positiva, rispetto al trimestre precedente, il portafoglio ordini delle imprese intervistate, con il 62% che ha dichiarato aumenti e il 26% stabilità. Anche in questo caso, la crescita è trainata dalla domanda estera, con le imprese che devono adeguare la propria struttura alla nuova dinamica, caratterizzata da ordinativi improvvisi, con un arco temporale che va di mese in mese. Situazione che rende difficile programmare e modulare l’attività.
MERCATO DEL LAVORO
Sul fronte del mercato del lavoro i segnali di recupero dell’economia non sono abbastanza consistenti per sostenere la ripresa dei livelli occupazionali, che risentono ancora degli effetti di lungo periodo della crisi. Nel corso del 2010 il ricorso alla cassa integrazione ordinaria è diminuito rispetto all’anno precedente, ma, per contro, si sta assistendo ad un incremento delle ore richieste di cassa integrazione straordinaria, utilizzata sempre più come prolungamento dell’ordinaria al suo esaurirsi temporale. Le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (Cigo) nel terzo trimestre del 2010 sono state circa 2.740.065, in riduzione rispetto al secondo trimestre dell’anno (-47,3%). Anche il confronto con il terzo trimestre del 2009 segna una diminuzione delle ore autorizzate, anche se ricordiamo che proprio nel settembre dello scorso anno c’era stata un’esplosione del numero di ore di Cigo richieste. La contrazione delle ore di Cigo è comunque confermata anche dai dati riferiti all’intero periodo da gennaio a settembre 2010, in cui sono state complessivamente autorizzate 15.107.355 ore, circa la metà rispetto ai primi nove mesi del 2009. Per contro, le ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria ed in deroga nei primi nove mesi del 2010 sono state 24.050.721, in crescita del 130% rispetto allo stesso periodo del 2009.
L’INDUSTRIA VARESINA NEL MONDO NEI PRIMI 6 MESI DEL 2010
Il commercio estero varesino si conferma in crescita nella prima parte del 2010 rispetto al 2009. Nel primo semestre di quest’anno le esportazioni hanno raggiunto i 4.122 milioni di euro, in aumento del 7,8% rispetto ai primi sei mesi del 2009. In crescita anche l’import (+8%), che ha raggiunto quota 2.624 milioni di euro. Queste dinamiche nei flussi commerciali hanno fatto sì che il saldo commerciale varesino continui a mantenersi positivo (1.498 milioni di euro) ed in crescita rispetto allo stesso periodo del 2009 (+7,4%).
Il miglioramento dell’export è in parte dovuto ad una ripresa dei consumi nei paesi avanzati, che ha portato ad un incremento negli scambi varesini verso queste aree (+8% la variazione nel primo semestre 2010 delle esportazioni verso l’Unione Europea e +9% rispetto all’America Settentrionale), ma anche alla richiesta crescente di beni e servizi da parte dei paesi emergenti: le esportazioni verso l’Asia Centrale hanno registrato una crescita del +49%, verso il Medio Oriente del +43%, verso l’Africa e il Sud America +12%. Dal momento che le aree extra-UE sono mercati di sbocco sempre più interessanti per le imprese del territorio, nelle evoluzioni future del commercio estero un ruolo lo giocano l’andamento dell’euro e delle altre valute. L’apprezzamento eccessivo dell’euro potrebbe infatti rallentare le esportazioni che stanno trainando il recupero della nostra economia.
Sotto l’aspetto della dinamica, tutti i principali settori del tessuto imprenditoriale varesino hanno registrato una crescita delle esportazioni, anche se con diversi livelli di intensità.
Nel metalmeccanico le esportazioni hanno registrato nel primo semestre del 2010 una crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2009. Tuttavia, si rilevano differenze tra i comparti che compongono il settore (in flessione l’export legato alla metallurgia ed alla produzione di macchinari, mentre in crescita è quello di tutti gli altri comparti).
In significativa espansione, rispetto al primo semestre del 2009, gli scambi generati dal settore chimico e farmaceutico, le cui esportazioni hanno fatto registrare una variazione pari a +24%.
Anche nel settore gomma e materie plastiche si è registrata una crescita delle esportazioni: +17%. Nel tessile-abbigliamento il balzo in avanti è stato pari al 6,8%.
GLI ANDAMENTI DEI SINGOLI SETTORI
Settore metalmeccanico. Nel terzo trimestre del 2010 l’andamento congiunturale delle imprese del settore metalmeccanico è orientato verso un recupero dei livelli produttivi: la maggior parte delle imprese che ha partecipato all’indagine congiunturale (69%) ha registrato un moderato miglioramento nella produzione rispetto al trimestre precedente, grazie soprattutto ad una ripresa degli ordinativi. Non sono comunque mancate imprese che hanno dichiarato peggioramenti (21%).
Sono più orientate alla stabilità e ad un possibile rallentamento nella ripresa le aspettative a breve che risentono dell’elevata volatilità dei mercati: il 43% delle imprese analizzate si aspetta una continuità nello scenario economico, mentre il 37% un peggioramento e il 20% un’evoluzione positiva.
L’andamento del portafoglio ordini nel terzo trimestre del 2010 è stato decisamente positivo ed ha trainato il recupero dei livelli produttivi: il 91% delle imprese del campione ha registrato un incremento degli ordinativi rispetto alla precedente rilevazione, il 7% una loro stabilizzazione e solo il 2% un peggioramento.
Settore tessile-abbigliamento. All’interno del settore tessile-abbigliamento si riscontrano ancora differenti reazioni e comportamenti tra le imprese del campione analizzato. Nel terzo trimestre del 2010 sotto il profilo produttivo il 55% delle imprese intervistate ha registrato peggioramenti rispetto alla rilevazione precedente, il 25% una situazione di continuità e il 20% miglioramenti.
Le aspettative a breve risultano frammentate: il 35% degli imprenditori intervistati si aspetta per il prossimo trimestre una stabilizzazione della produzione, il 38% un incremento e il 27% una flessione.
L’andamento del portafoglio ordini è, invece, in evoluzione positiva: il 50% delle imprese del campione, infatti, ha dichiarato una moderata ripresa degli ordini nel periodo estivo rispetto al trimestre precedente, contro il 28% che ha visto una loro stabilizzazione e il 22% un peggioramento.
Settore chimico e farmaceutico. L’andamento congiuntale del settore chimico e farmaceutico si è stabilizzato dopo i miglioramenti registrati nella prima parte dell’anno. Dal punto di vista produttivo nel terzo trimestre 2010 la maggior parte degli imprenditori intervistati (58%) ha, infatti, dichiarato una situazione di continuità con la rilevazione precedente, mentre il 34% ha registrato una perdita nei livelli produttivi e l’8% un loro incremento.
Anche per il prossimo trimestre la maggior parte delle imprese del campione (47%) prevede il mantenimento degli attuali livelli produttivi, contro il 36% che si aspetta un loro miglioramento e il 17% una loro riduzione.
E’ orientata alla stabilità anche la consistenza del portafoglio ordini: il 66% delle imprese che hanno partecipato all’indagine congiunturale ha dichiarato ordini in linea con il trimestre precedente, anche se il 34% ha, invece, registrato una flessione.
Settore gomma e materie plastiche. Nel terzo trimestre del 2010 l’andamento congiunturale delle imprese del settore gomma e materie plastiche è orientato alla stabilità dopo il recupero segnato nelle rilevazioni precedenti: l’88% delle imprese del campione ha registrato livelli produttivi in linea con il trimestre scorso.
Anche il profilo delle aspettative a breve è orientato alla stabilità con l’81% delle imprese intervistate che prevede un mantenimento della situazione attuale anche nel prossimo trimestre. Tuttavia, si segnala che il 19% delle imprese si attende una riduzione dei livelli produttivi.
Stabile anche la consistenza del portafoglio ordini: il 78% delle imprese del campione analizzato nel terzo trimestre 2010 ha registrato ordini invariati rispetto alla rilevazione precedente, contro il 12% che ha visto un miglioramento e il 10% un peggioramento.
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