Non si costruisce e il Comune non incassa più
Il flop degli oneri di urbanizzazione costringe Palazzo Estense a trovare 1 milione di euro con aggiustamenti contabili. Mancano all'appello anche 2 milioni del piano alienazioni
Il mercato immobiliare fermo sta creando problemi di entrate, non solo alle imprese, ma anche al comune di Varese. In questo quadro non aiuta certo il trend impresso agli enti locali, in questi anni, dal governo centrale, con il taglio dell’Ici, la diminuzione delle entrate, e la tentazione di svendere territorio per incamerare soldi necessari a pagare opere pubbliche e servizi.
Il risultato è che non si bene se gioire o rammaricarsi, quando si sente parlare di un flop degli oneri di urbanizzazione che sta creando problemi di conti pubblici a Varese. Rispetto alle previsioni di bilancio, l’amministrazione deve registrare un mancato introito degli oneri di urbanizzazione per 1 milione di euro, come ha riferito in commissione urbanistica l’assessore al bilancio Ciro Grassia (nella foto). Segno dei tempi: chi ha un’autorizzazione edilizia la tiene ferma, per paura di non vendere gli appartamenti.
Rispetto agli anni precedenti gli incassi sono in picchiata, a questo va poi aggiunta una politica abbastanza prudente sulla cementificazione da parte dell’assessore Fabio Binelli, che per la verità non sempre ha trovato il favore delle associazioni dei costruttori (vedi le case popolari).
La situazione è anche più stagnante se si considera un altro dato fornito dall’assessore Grassia all’ultima commissione urbanistica: mancano all’appello 2 milioni di euro che, nel bilancio preventivo, erano stati programmati per la vendita di case e terreni comunali. In realtà, si è venduto davvero ben poco (anche il castello Manfredi di viale Aguggiari non l’ha voluto nessuno). Un po’ c’era da aspettarselo, perché già nel 2009 le vendite erano state un flop. A dir la verità, che le alienazioni di Palazzo Estense fossero poco appetibili era noto da tempo, ma in questa situazione di mercato non è davvero facile trovare acquirenti.
Il comune farà un assestamento di bilancio aggiustando una serie di voci ma senza aumentare le tasse: in sostanza rinuncerà ad alcune opere pubbliche, rinviandole a tempi più felici mentre esiste qualche problema in ordine al rispetto del patto di stabilità.
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