Re Mida, nasce il luogo dove gli stracci diventano giochi

La provincia di Varese con il Canton Ticino rilanciano sul territorio una bella idea nata Reggio Emilia. Laboratori per ragazzi che creano dai rifiuti oggetti di gioco. Una idea antica: segnalaci i tuoi ricordi di giochi fai-da-te

giochi fai da teE’ una bella idea che, come sempre, arriva da lontano. Paesi nordici e anglosassoni sono infatti veri specialisti nel riutilizzo fantasioso delle piccole cose che ci sono in casa, e questo ben da prima che questa pratica si definisse “riutilizzo” o “ecologia”. Ora però anche a Varese arriva il progetto ReMida, che trasforma le cose da buttare in giochi da favole, e anche i varesini potrebbero riprendere questa bella abitudine.

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Il progetto, il più importante anche economicamente tra quelli del piano transfrontaliero presentato ieri, è già noto per chi ha avuto la fortuna di vederlo al MUseo dei BAmbini di Milano, è un modo per riappropriarsi della bella abitudine di creare giochi e oggetti con le cose di casa. Con la differenza, nella modalità che verrà attuata a Varese, che i “resti” con cui giocare saranno avanzi di produzione industriale: resti inerti e carini (rocchetti, bambagia, nastrini, piccoli componenti: tutto è bene accetto) che da scarti di manifattura industriale diventeranno giochi di bimbi.

«Lo scopo è quello di aprire  un laboratorio dove realizzare giochi e oggetti con i pezzi di recupero che otterremo dalle aziende – spiega Marco Quilici, responsabile del progetto – Per avviare i ragazzini, e in un futuro anche le loro famiglie, alla cultura del riutilizzo. Ad imparare cioè a vedere le cose con uno sguardo diverso e più creativo».

Il progetto transfrontaliero, nato innanzitutto per creare laboratori ad uso delle scuole (e che si avvale già da ora della collaborazione della Casa Organizzazione Sociopsichiatrica Cantonale di Mendrisio, che del progetto, che ha servizi di assistenza ed educazione per i minori e gli anziani e ha già nelle sue strutture un primo nucleo "insubrico") , nelle intenzioni dovrebbe – come avviene già a Milano – diventare anche un punto di riferimento per i weekend in famiglia. A Milano infatti lo spazio del laboratorio ReMida è preso d’assalto dalle famiglie in visita.

E per questo la sede del progetto, che non è stata ancora decisa, potrebbe essere in un luogo per famiglie: come le serre ospitate nel parco di villa Recalcati, o in qualche posto simile nelle ville del centro da fare rinascere, come Toeplitz o Mylius.

Una sede fruibile e bella potrebbe portare tante speranze per il futuro, con illustri precedenti: la prima esperienza di ReMida, quella di Reggio Emilia è ora diventata una vera e propria Holding della cultura del riuso creativo dei materiali che possono non esere ancora rifiuti, con prodotti di design, mostre dedicate ed eventi. Tra i progetti più interessanti, anche “Salvato da ReMida” il luogo, come dicono gli organizzatori “dove i libri non muoiono mai”.

Da noi invece, il primo obiettivo è riappropriarsi della fantasia e dei giochi poveri, che rappresentano i ricordi di tutti noi: dalla bambola con gli occhi fatti di bottoni ai soldatini di das, dalla palla da calcio fatta di stracci alla dama fatta con i tappi delle bottiglie: e voi, che ricordi avete da mettere in comune per i futuri ReMida?

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Pubblicato il 30 Novembre 2010
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