C’è la ripresa, ma solo a metà
Va bene chi cavalca l’export. Consumi stagnanti sul mercato interno, anche per i problemi dell’occupazione. Dall’Osservatorio Congiunturale della Camera di Commercio la sofferenza di commercio, servizi ed edilizia
Se i comparti produttivi segnano una certa ripresa, pur con un divario crescente tra le imprese che mostrano buone performance e quelle che restano al palo, l’economia varesina deve registrare la sofferenza di commercio, servizi e costruzioni. Sofferenza collegata alla stagnazione dei consumi famigliari a causa della persistente incertezza e delle difficoltà del mercato del lavoro.
E’ questo il quadro relativo al quarto trimestre 2010, emerso dall’analisi dell’Osservatorio Congiunturale che in Camera di Commercio riunisce le associazioni di categoria, le istituzioni, il mondo bancario e quello sindacale della provincia.
L’indice della produzione industriale cresce del 6,2% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2009, secondo l’indagine condotta da Unioncamere Lombardia che ha intervistato un campione di 160 imprese varesine. Si resta comunque lontani dai livelli pre-crisi: in Italia oggi la produzione è ancora inferiore del 17% nel confronto con i livelli dell’aprile 2008.
Una timida svolta, che ha riguardato prevalentemente quelle aziende capaci di operare nell’export (+10% tra 2009 e 2010) andando alla scoperta di nuove opportunità su mercati dei Paesi emergenti. Quanto ai settori, in forte crescita le esportazioni della chimica-farmaceutica (+22%) mentre si confermano su buoni livelli quelle sia della meccanica (+6%) che del tessile, escludendo però la parte dell’abbigliamento, sempre in difficoltà.
Su questo filone di crescente attenzione all’export s’inserisce anche l’artigianato: gli indicatori segnalano, infatti, che sono in crescita le imprese artigiane varesine che riescono ad aumentare la quota del loro fatturato frutto di vendite internazionali.
Soffrono invece le aziende che rivolgono la loro proposta esclusivamente al mercato interno. In un quadro di “ripresa a metà”, con l’occupazione che non è in risalita nonostante la timida crescita produttiva, i consumi restano stagnanti. In un contesto caratterizzato da un deciso aumento dei lavoratori in mobilità – 5.379 nel 2010, quasi il doppio che nel 2008 -, tende a contrarsi, o comunque a non salire, la spesa famigliare per i beni che non siano quelli di prima necessità. Così il commercio e i servizi segnano il passo, non riprendendosi dopo il pessimo 2009. Gli stessi saldi invernali, che pure avevano registrato un avvio positivo all’inizio di gennaio, hanno subito un rallentamento nelle settimane successive. Neppure il franco forte rispetto all’euro ha richiamato nei negozi varesini quegli acquirenti ticinesi che gli operatori si aspettavano. Una situazione di stagnazione che si riflette anche sul settore delle costruzioni, già alle prese con i vincoli del Patto di Stabilità che rallenta i pagamenti degli enti locali.
Eppure le imprese varesine sanno ancora scommettere sugli investimenti: la quota di risorse destinata all’acquisto di macchinari e di tecnologia per rinnovare la propria strumentazione informatica nel 2010 è aumentata nel rapporto con il fatturato salendo in dodici mesi nell’industria dal 3 al 6% e nell’artigianato addirittura dal 4 al 10%. Un rinnovamento che lo scorso anno ha riguardato ben il 43% delle imprese.
Altri dati e approfondimenti sono disponibili sul portale statistico della Camera di Commercio all’indirizzo web www.osserva-varese.it.
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