Inquinamento, il bel tempo diventa un incubo
A Varese, Saronno e Ferno polveri sottili oltre i limiti per tutta la settimana passata. Molte città si sono già quasi "mangiati" i 35 giorni oltre soglia tollerati
La qualità dell’aria va male, malissimo: nella giornata di domenica le polveri – dopo una settimana da incubo – sono schizzate alle stelle, ancora una volta. La giornata di bel tempo al termine dell’inverno, l’aria secca e ferma, la voglia di molti di uscir di casa (in automobile) si tramutano in dati inquietanti.
Ricordiamo che la soglia d’allarme, oltre cui si hanno ripercussioni anche immediate sulla salute (asma, difficoltà di respirazione, ecc, soprattutto in anziani e bambini), è fissato a 50microgrammi/metro cubo. La legge dice che questo valore non possa essere superato per più di 35 giorni l’anno.
Poco meglio invece la situazione nelle vicine Busto Arsizio e Gallarate: a Busto la centralina Accam chiude la giornata a quota 97, ma in settimana ci sono stati due giorni con qualità del’aria "buona", sotto il limite di 50. Più o meno uguale Gallarate, che ha una media nella giornata di domenica di 70.
Tra poco si esaurirà anche il "limite di tolleranza" previsto dalla legge di 35 giorni annui oltre la soglia: a Saronno la domenica passata è stata il 33° giorno dall’inizio dell’anno, ne mancano due allo sforamento. A Ferno siamo già a quota 34, l’ultimo sforamento concesso potrebbe essere già quello di oggi. A Varese invece si è al 24° giorno.
Da ricordare anche il riflesso economico dell’inquinamento, con la possibile sanzione che arriva dall’Unione Europea: è in corso un indagine su Italia, Cipro, Portogallo e Spagna. Me le multe europee non sarebbero che una frazione minima rispetto ai costi sanitari, difficilmente quantificabili: studi fatti su Francia, Austria e Svizzera parlano di 360 euro pro-capite annui. Uno studio fatto sul 2007 dice che solo per i ricoveri per malattie legate alle polveri, in quell’anno, si spendevano nelle tre città di Milano Torino e Bologna 6,4 milioni di euro. Nell’efficenza economica di un sistema basato essenzialmente sull’automobile e sui camion bisgnerebbe mettere anche questo.
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