Dipendenti in assemblea i cittadini protestano. Tensione all’Inps

Dopo l'aggressione subita da un impiegato da parte di un disoccupato, i lavoratori di via Volta si sono riuniti in assemblea. Non tutti però hanno gradito

«Siamo in assemblea perché siamo preoccupati per l’aggressione subita da un nostro collega».
«Non me ne frega un cazzo delle vostre preoccupazioni. Io sono qui per i soldi della disoccupazione. Io non lavoro». Questo crudo scambio di battute, intercorso tra un funzionario della pubblica amministrazione e un cittadino disoccupato, è avvenuto fuori dalla sede dell’Inps di Varese martedì 29 marzo, il giorno in cui i dipendenti dell’ente previdenziale hanno proclamato un’assemblea per discutere della sicurezza dei lavoratori.
Il clima in via Volta è teso. Di fronte ci sono due interessi che in tempi normali non sarebbero contrapposti, ma che in tempi di recessione economica innescano una tensione sociale che non lascia spazio alla solidarietà. Da una parte ci sono i lavoratori dell’Inps che chiedono comprensione per un collega aggredito da un uomo che reclamava l’indennità di disoccupazione; dall’altra i cittadini che a loro volta pretendono, nonostante la proclamazione dell’assemblea dei lavoratori (indetta unitariamente da tutte le sigle sindacali), i servizi dell’ente previdenziale. 
Se a tutto questo si aggiunge la campagna contro l’impiegato pubblico, scatenata in questi anni dal ministro Renato Brunetta, il risultato è una situazione che rischia di esplodere. «Noi come sede di Varese abbiamo sempre cercato di mostrare la massima sensibilità nei confronti dell’utenza – dice il direttore della sede di Varese, Baldassarre De Santis –. In questo periodo di recessione nel settore delle prestazioni a sostegno del reddito, ci sono stati degli incrementi spaventosi anche del 600 per cento e noi liquidiamo tutte le prestazioni nel termine massimo di 30 giorni. Abbiamo raggiunto un livello e una qualità dei servizi che riteniamo vadano approvati da parte dei cittadini. Ci spiace non cogliere da parte dell’utenza questa sensibilità di fronte all’evento spiacevole che si è verificato».
A livello nazionale i lavoratori dell’Inps sono 26 mila, ma è stato stimato che ne servirebbero almeno 7mila in più. All’Inps, in provincia di Varese,  lavorano circa 240 persone. Secondo i vertici dell’istituto e i sindacati, ce ne vorrebbero altri 70, perché sono aumentate esponenzialmente le richieste di cassa integrazione in deroga, disoccupazione,  tfr (trattamento di fine rapporto di lavoro, ndr). Il sindacato picchia duro contro i vertici nazionali perché colpevoli di non rappresentare «agli organi istituzionali competenti le gravi difficoltà gestionali ed organizzative dovute alla costante diminuzione di personale e che al contempo non metta in atto tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza sul posto di lavoro dei dipendenti che svolgono attività di sportello».
«Questa assemblea mira a tutelare l’immagine dei dipendenti Inps per la qualità e la quantità di lavoro che svolgono per i cittadini – conclude De Santis- Probabilmente questo non ha riscontro per un clima generale di avversione contro la pubblica amministrazione che spero possa sparire al più presto».

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Pubblicato il 29 Marzo 2011
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