Rame in quattro finiscono in manette
Cimiteri di tre provincie saccheggiati: sgominata un'associazione a delinquere per il furto e la ricettazione del metallo diventato prezioso. Ditta bustocca usata come appoggio
Il giro era semplice: i due egiziani “facevano” il rame nei cimiteri, che poi veniva portato in un’azienda bustocca, dove il metallo veniva stoccato prima della fusione. Così nella giornata di ieri i militari della compagnia di Como hanno messo fine ad un giro di furti e ricettazione che ha riguardato l’intera zona a cavallo tra la provincia di Varese, Il Comasco, la Brianza.
Perché la benemerita comasca? Perché le indagini sono partite da una serie di colpi messi a segno a Turate, in cimiteri della zona. Nel mese di febbraio 2011, infatti, i militari del comando di Turate mentre effettuavano un controllo, tentarono di fermare un’autovettura che dopo un inseguimento iniziato sulla A-9 a Turate e terminato a Origgio sulla A-8, con speronamento dell’auto militare, sono riusciti a recuperare un quantitativo complessivo di 800 chili di rame e l’arresto di uno dei malviventi. Ieri, 4 maggio, grazie alle indagini, ecco l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare: due sono state a carico di altrettanti cittadini egiziani già in carcere: hanno 24 e 27 anni e dovranno rispondere del reato di associazione a delinquere finalizzata al furto di rame in concorso con l’uso di armi da fuoco.
Le altre due persone coinvolte nel blitz di ieri, sono invece italiane e socie a diverso titolo di un’azienda di Busto Arsizio, dove secondo gli investigatori il metallo prezioso veniva stoccato fintanto che non si calmavano le acque dopo i colpi messi a segno nei cimiteri delle tre provincie. I due, una donna di 65 anni e un uomo di 39 soci della ditta di Busto Arsizio a diverso titolo, sono stati invece sottoposti ai domiciliari perché accusati di ricettazione. Un particolare non secondario: all’interno di silos in ferro, di pertinenza della ditta in questione, sono state trovate due tonnellate e tre quintali di rame, la cui provenienza è ora al vaglio dei militari. I cimiteri colpiti dai furti sono anche quelli di Oggiona santo Stefano, nel Varesotto, Cerate e Senago (Mi), e in quelli di Cantù e Grandate (Co)
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